Accompagnata dalla Madonna del Carmine, è tornata alla casa del Padre la professoressa Lucia Lanza, 85 anni, moglie dell'avvocato Vittorio Tolomeo, storico e pregevole collaboratore del Giornale di Trani, e madre amorosa del figlio Dodò. «Ci siamo conosciuti a 19 anni - ricorda il marito - lei nella Pandolfi, io nel Csi nuoto. Una vita condivisa per 66 anni». Le esequie si terranno sabato 18 luglio, alle 10.30, nella chiesa di Sant'Antonio.
La professoressa Lanza era molto nota in città, dove per molti anni aveva insegnato attività motoria presso la scuola media Baldassarre. Diplomata presso il Rizzoli di Bologna, aveva avuto fra i suoi alunni il primatista mondiale Pietro Mennea.
Atleta di valore, da giovane, nelle file della Pandolfi Molfetta ha detenuto per molti anni il record pugliese sugli 800 metri, partecipando inoltre ai campionati pugliesi di pallavolo e di pallacanestro.
Nell'attività scolastica, insieme con il collega, il dottor Franco, era nota per avere assunto, nel consiglio dei docenti, la difesa degli alunni con qualche insufficienza o più vivaci. E proprio questi ultimi, divenuti adulti, la ricordavano sempre volentieri, lieti di presentarle mogli e figli. Per molti anni ha insegnato anche in provincia di Teramo, innamorata del Gran Sasso e di quella splendida natura che alterna arenili dorati a verdi prati di fieno.
Amava le sue nipotine, Giorgia e Ginevra, ed era sempre pronta ad ascoltare i loro tormenti di giovinette, ma anche i loro primi successi. Affettuosa con tutti, ha sempre aiutato i meno fortunati. Dopo una lunga malattia, sopportata cristianamente, ha reso la sua bella anima al Signore.
Al dolore dell'avvocato Tolomeo si stringe tutta la redazione del Giornale di Trani, che da anni si onora della sua firma: i suoi articoli, scritti con gran valore e cura, hanno raccontato e continuano a raccontare la storia della città, restituendo ai lettori pagine preziose di memoria collettiva.
Il marito, per motivi di salute, non potrà essere presente all'ultimo saluto: «Non ci sarò - confida - e non ho potuto accarezzarla per l'ultima volta. Non lasciatela sola».
