Il caldo non ha fermato la cultura e il fascino di Federico II che conquista oggi come conquistò otto secoli fa: ieri sera l'Agorà di Colonna ha richiamato un pubblico numeroso e entusiasta per il secondo appuntamento della rassegna organizzata dall'associazione Tranensis, con il patrocinio della Città di Trani.
Protagonista Stefania De Toma, scrittrice, autrice e attrice, con il monologo «Federico II e le donne», tratto dal libro di Bianca Tragni «Tutte le donne dell'Imperatore», edito da Adda.
Nessun palco per un allestimento essenziale: sullo sfondo aleggiavano le figure femminili che hanno segnato la vita di Federico II. Fanciulle spesso costrette a matrimoni di convenienza politica, principesse giunte da terre lontane e culture diverse, eppure capaci, tutte, di stargli accanto, e forse di amarlo davvero.
Stefania De Toma sa come farlo, con sapiente delicatezza ha dato voce a ciascuna di loro in racconti in prima persona, coinvolgendo il pubblico in un racconto fatto di amori, gioie, paure, tragedie.
A scandire i rapidi cambi di scena e di costume, una colonna sonora scelta di volta in volta sulla provenienza culturale della principessa evocata, capace di accompagnare lo spettatore in un viaggio tra mondi diversi esattamente come fu allora. Dalla prima, fondamentale donna di Federico, sua madre Costanza d'Altavilla,alla prima moglie, Costanza d'Aragona; e poi le due giovani che riposano nella cattedrale di Andria, la sventurata Jolanda di Gerusalemme e la bellissima Isabella d'Inghilterra; per giungere poi alla adorata Bianca Lancia. A chiudere una sposa che conobbe Federico attraverso suo figlio Manfredi, Elena Comneno, e poi la contessa Siffriddina che gli fu fedele fino alla morte, avvenuta nel castello di Trani e che è apparsa come la custode della sua memoria. Federico si legò per politica, ma ebbe la capacità di assorbire le culture delle proprie mogli.
Monili, scialli, coroncine, perle, fiori tra i capelli: dettagli che hanno restituito la bellezza delle donne di un imperatore che, prima di tutto, fu un uomo. Un uomo profondamente legato a ciascuna di loro, mogli e amanti, amiche,finanche la madre, il mondo dell'eterno femminino che lo circondò donandogli amore, sensibilità e parte di sè proprio nell' essergli fedeli.
Applausi calorosi in una serata che ha sorpreso tutti i presenti, hanno chiuso la serata, in alcuni tratti anche con commozione per storie poco conosciute e che arrivavano da un passato che ci lega sempre più alla nostra terra, sul fil rouge della ragion d'essere della Associazione culturale.
Prossimo appuntamento con l' Agorà l'atteso ritorno il 22 luglio del prof. Trifone Gargano





