Unire e non dividere, pacificare e non alimentare odio e rancore. È l'obiettivo pienamente centrato, ieri sera, dalla Compagnia del Menestrello di Alba, che nell'ambito della diciottesima edizione del festival «Il Giullare - teatro contro tutte le barriere» ha portato in scena «La tana del grande coniglio», una lezione memorabile su quanto si possa trattare con leggerezza la tragedia della guerra.
UNA LEZIONE DALLA CITTÀ PIÙ PARTIGIANA D'ITALIA
Da Alba, che non è soltanto la città del tartufo, ma è anche e soprattutto la città più partigiana d'Italia, è arrivata un'opera che ha trattato con delicatezza, ironia e persino sarcasmo i temi della Resistenza, ponendo al centro del palcoscenico un cast assortito e qualificato, capace di sdrammatizzare puntualmente le vicende che hanno dato origine alla nostra democrazia, ma che ancora oggi dividono il Paese. La regia di Paolo Camera è riuscita, appunto, a centrare l'obiettivo: unire e non separare, pacificare e non alimentare odio e rancore.
Anche in questo caso si è trattato di un'opera a tutti gli effetti teatrale, in cui si è fatta davvero fatica a distinguere gli attori normodotati da quelli con un disagio fisico o mentale: circostanza che rende lo spettacolo pressoché perfetto. Mai come quest'anno, del resto, il Giullare si sta rivelando di altissima qualità e, di conseguenza, la giuria è nei guai, perché sarà difficilissimo individuare l'opera vincitrice fra tante di altissimo valore, come mai era accaduto nelle precedenti edizioni.
QUESTA SERA LA CHIUSURA CON I LIVORNESI
Questa sera il contest teatrale si chiude con un plurivincitore del festival: la compagnia Mayor Von Frinzius di Livorno, che porta in scena lo spettacolo «Non posso, c'ho da fa», scritto e diretto dal sempre più prolifico Lamberto Giannini. Ingresso dalle 20 per il Salotto del Giullare, inizio dello spettacolo alle 21.




