Ritengo doveroso, anche per il ruolo che ricopro nel Direttivo di Forza Italia Trani e nel Consiglio Nazionale del Partito del partito, esprimere pubblicamente il mio dissenso rispetto ai contenuti e ai toni del comunicato sottoscritto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Guarriello e Trani Libera.
Il confronto politico è legittimo e, anzi, necessario. È nostro dovere incalzare l’Amministrazione comunale sulle scelte, sulle nomine, sulla gestione della cosa pubblica e sul rispetto degli impegni assunti con gli elettori. Ma altra cosa è attribuire alle persone intenzioni, sudditanze o logiche di “collocamento” senza che vi siano elementi concreti a sostegno di tali affermazioni.
Non condivido, in particolare, l’idea che la provenienza politica di una persona possa diventare di per sé un elemento di giudizio. In Forza Italia abbiamo sempre sostenuto una politica aperta, liberale e inclusiva, capace di dialogare con chi condivide i nostri valori e il nostro progetto, senza erigere steccati sulla base delle precedenti appartenenze.
Allo stesso modo, non ritengo utile parlare di “trasformismo” o di “famiglie di potere” in termini generalizzati. Se ci sono nomine o decisioni amministrative che riteniamo sbagliate, abbiamo il dovere di contestarle nel merito, con atti, fatti e argomentazioni politiche. È questa, a mio avviso, la strada più seria e più credibile per chi aspira a rappresentare un'alternativa di governo.
Forza Italia deve caratterizzarsi per la qualità delle proprie proposte, per la responsabilità delle proprie posizioni e per la capacità di costruire consenso, non attraverso la delegittimazione personale dell'avversario.
Il mio dissenso, quindi, non nasce dalla volontà di difendere questa o quella persona, né significa rinunciare al ruolo di opposizione e di controllo che ci compete. Al contrario: significa chiedere un'opposizione autorevole, coerente e soprattutto rispettosa delle istituzioni e dei cittadini.
A Trani abbiamo bisogno di un centrodestra forte, unito sui valori e sulle idee, ma anche capace di discutere al proprio interno quando ritiene che alcune modalità di comunicazione politica non siano condivisibili.
Giuseppe Laricchia (Consigliere nazionale Forza Italia)
