«Basta restare a guardare, entrate negli istituti e verificate di persona». È l’appello del segretario nazionale del Sappe, Federico Pilagatti, ai sindaci pugliesi, accusati di non aver raccolto l’invito a visitare le carceri e constatarne direttamente le condizioni. A Trani, nel decennale della morte di Marco Pannella, Nessuno tocchi Caino ha rilanciato la questione con una visita agli istituti maschile e femminile.
Sergio D’Elia ha definito il carcere tranese uno dei più critici della Puglia, con un sovraffollamento stimato tra il 140 e il 150 per cento, parlando di «emergenza umanitaria». Restano inoltre indisponibili circa 150 posti dell’ex sezione blu, la cui riconversione è attesa da sei anni. D’Elia ha chiesto anche amnistia o indulto, oppure incentivi alla buona condotta, per ridurre la pressione sugli istituti.
Alla visita ha partecipato la Camera penale di Trani. Il presidente Tullio Bertolino ha definito «drammatiche» le condizioni carcerarie, segnalando «casi di celle progettate per una persona e occupate da tre detenuti». Per Bertolino, sul carcere tranese è indispensabile completare i lavori dell’ex sezione blu e intervenire sull’organico della polizia penitenziaria, «oggi insufficiente».
La giornata si è conclusa in biblioteca con il dibattito «La comunità penitenziaria: il carcere secondo Pannella», dedicato al sovraffollamento, alla funzione rieducativa della pena e alle condizioni degli istituti pugliesi.
