«Un errore c'è stato, ed è grave: non cerchiamo scuse». Il presidente della Soccer Trani, Luciano Pace, sintetizza così la vicenda che rischia di costare carissimo alla squadra biancazzurra, neopromossa in Eccellenza: la possibile sconfitta a tavolino nella gara d'andata del primo turno di Coppa Italia, terminata sul campo del «Di Liddo» di Bisceglie con un pareggio per due a due, ma resa incerta dalla posizione irregolare del calciatore Gianmarco Neri, tesserato nonostante una squalifica rimediata due anni fa, quando il giocatore vestiva la maglia della Vis Pesaro, in Serie C.
All'Unione Calcio Bisceglie, che pure ha ceduto il campo e chiuso la gara sul 2-2, la circostanza non è sfuggita: gli azzurri hanno preannunciato reclamo, cosicché sia il giudice sportivo a trarre le conseguenze del caso, in vista anche della gara di ritorno. Oggi pomeriggio, allo stadio Nicola Lapi, il presidente Pace e il vicepresidente Ignazio Di Lauro hanno incontrato la stampa per fare chiarezza sull'episodio.
LA VERSIONE DI PACE
Il numero uno biancazzurro non nasconde la gravità dell'accaduto, ma ne circoscrive le cause: «Il tracciamento della squalifica era più complesso del previsto, e non consultabile dal portale dei dilettanti - spiega Pace - perché riguardava un calciatore che, all'epoca dei fatti, giocava nel professionismo». Una spiegazione che, per il presidente, non equivale a una giustificazione: «Non ci nascondiamo, l'errore resta grave e non ci sono scuse che tengano - ribadisce - ma va detto che non si tratta di un difetto di organizzazione».
Pace respinge con fermezza le voci di un investimento mancato sulla figura del segretario societario: «Non è mancato alcun investimento su quella figura - prosegue il presidente - si tratta semplicemente di un errore, che può capitare a chiunque svolga qualsiasi mestiere, dal calciatore al cuoco, dal cameriere al segretario». E rivendica il percorso di crescita di una società ancora giovane in questa categoria: «Siamo una matricola, dobbiamo ancora imparare molte cose - ammette Pace - faremo altri errori, ma questo non si ripeterà più, ve lo garantisco personalmente».
Non manca la scusa pubblica alla città: «Chiedo scusa alla nostra tifoseria e a tutta Trani - dice il presidente - siamo convinti di aver imparato qualcosa, ed è un errore che non accadrà di nuovo». Quindi la sintesi, amara, sulla posta in gioco: «Qualunque cosa deciderà il giudice sportivo, la sua partita l'ha già persa la dirigenza - conclude Pace - adesso più che mai abbiamo bisogno della vicinanza della città e della sua tifoseria».
LE PAROLE DI DI LAURO
Sulla stessa linea il vicepresidente Ignazio Di Lauro, che rivendica la scelta di esporsi pubblicamente: «È giusto metterci la faccia quando le cose vanno bene, ma lo è altrettanto quando si commettono errori - dichiara - in questo caso l'errore c'è stato, e il punto è come si reagisce.» Il dirigente esprime tutto il proprio rammarico per chi, sul campo, nulla ha a che vedere con la vicenda amministrativa: «C'è molta amarezza, soprattutto per i ragazzi e per i tifosi che ci hanno seguito ieri - aggiunge Di Lauro - la squadra ha comunque mostrato qualità di gioco, grinta e attaccamento alla maglia».
Il vicepresidente coglie l'occasione anche per segnalare, senza voler alimentare polemiche, alcuni episodi arbitrali: «Anche il guardalinee, ieri, ha sbagliato due volte - osserva - non lo dico per fare polemica, ma perché l'errore fa parte di qualsiasi percorso, e il punto è sempre come lo si affronta.» Infine, l'invito all'unità: «Forse questo progetto non piace a tutti, e allora dobbiamo fare quadrato - conclude Di Lauro - società, squadra e tifoseria insieme, perché nel calcio, fuori dal campo, gli amici non esistono».
LA DIFESA DEI GIOCATORI
Nel corso della conferenza, un cronista ha fatto notare come, alla prima giornata di campionato, la società avesse prudenzialmente evitato di schierare l'allenatore alle prese con un dubbio facilmente risolvibile e come mai invece, in questa occasione, il giocatore non abbia informato la società. È stato inoltre chiesto se, più che l'eliminazione dalla coppa, non sia ipotizzabile una sconfitta a tavolino, con la possibilità di giocarsela comunque nel ritorno.
Pace non arretra e sceglie di blindare lo spogliatoio: «Per noi i nostri giocatori non si toccano - risponde il presidente - l'errore, se c'è stato, è nostro, non certo suo». E aggiunge, guardando alle prossime ore: «Accetteremo comunque la decisione del giudice sportivo, qualunque essa sia - conclude - come sempre abbiamo fatto».
