“Non dobbiamo lottare soltanto per difendere le identità, ma dobbiamo lottare anche per creare delle personalità”.
Con questo messaggio, l’attivista e politica italiana, Imma Battaglia, ha voluto aprire la presentazione del suo libro “La mia battaglia d’amore”, edito da Castelvecchi e presente in tutte le librerie d’Italia da maggio di quest’anno.
Scritto insieme alla giornalista Roberta Savona, il testo non si presenta soltanto come un’autobiografia di Battaglia, ma anche come un vero e proprio spaccato storico: la storia personale dell’autrice, passo dopo passo, capitolo dopo capitolo, si intreccia con la storia di un’intera collettività, ripercorrendo tutti i momenti chiave che, dagli anni Sessanta in poi, hanno segnato il percorso dei diritti LGBTQ+ in Italia.
Nelle pagine de “La mia battaglia d’amore”, si possono leggere, infatti, gli anni dell’infanzia di Imma a Portici, le sue prime prese di coscienza riguardo la propria identità, il periodo della sua militanza e in cui è maturata in lei la volontà di diventare presenza pubblica. Ma vengono ripercorse anche le prime mobilitazioni spontanee, la nascita dello stesso movimento LGBTQ+, i primi Pride, il lavoro politico per il riconoscimento delle unioni civili e molto altro ancora.L’incontro con l’autrice, realizzato a cura dell’Alberto Corallo Boutique e in collaborazione con la libreria indipendente “Un panda sulla luna”, si inserisce all’interno del ciclo di eventi ideati per i Dialoghi di Trani, che, quest’anno, nella loro XXV edizione, hanno come tematica centrale quella della complessità.
E in fin dei conti, complessa è stata la vita di Imma Battaglia, nata in una famiglia con una ferrea disciplina, in un paese di provincia con forti pregiudizi, dove fin da piccola ha sempre dovuto “spiegare che era femmina”, a causa dei suoi capelli corti e della sua noncuranza verso i “giochi da bambine”. Una complessità che l’ha portata, tuttavia, a diventare una delle figure leader del movimento per i diritti LGBTQ+ in Italia, ma anche presidente del Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli” tra il 1995 e il 2000 e tra i fondatori del Di’ Gay Project e del Gay Village, uno degli spazi più riconoscibili della cultura LGBTQ+ romana. Una complessità che le ha permesso poi di giungere anche a uno dei momenti cruciali non solo della sua vita, ma anche di quella di tutta la comunità: la realizzazione del World Pride nel 2000, in concomitanza con il Giubileo.
È una complessità che si percepisce tra le pagine di “La mia battaglia d’amore”, un libro che la stessa autrice ha presentato come la “definitiva chiusura dei pregiudizi che Imma aveva su Imma e, quindi, la liberazione di Imma stessa”. Ma se da una parte c’è questa voglia di fare i conti con un passato all’insegna di discriminazioni e stereotipi, dall’altra Imma cerca un conflitto non inteso come scontro, ma come volontà di trasformare la società attraverso un’azione concreta. Complessa è stata, però, sicuramente anche la vita di Vladmir Luxuria, che sul palco allestito in Corso Italia a Trani ha moderato l’incontro, intervistando Imma Battaglia, tra ricordi di vita vissuta e battute spigliate. Le due donne, legate da anni di amicizia, hanno avuto situazioni molto simili tra loro, soprattutto per il bullismo subito durante gli anni della loro infanzia e adolescenza. Vite che si sono intrecciate tra loro anche grazie al Circolo “Mario Mieli”: quando Imma ne diventa presidente, Vladimir viene nominata direttrice artistica di molti e importanti eventi romani.
In “La mia battaglia d’amore” è racchiusa, quindi, tutta la voglia di un’intera comunità di scardinare un ordine precostituito, attraverso l’intreccio tra un attivismo politico risoluto e una narrazione più intima e riflessiva, dove centrale è anche la storia d’amore tra Imma ed Eva Grimaldi.
Lo stesso intento, dopotutto, è stato anche quello degli organizzatori di questo incontro con l’autrice:
“Quando abbiamo scelto di portare questo libro a Trani, è stata una scelta anche politica, perché volevamo che ci fosse un incontro ravvicinato tra il pubblico dei Dialoghi e l’autrice, su un tema fondamentale che è quello della lotta per la parità dei diritti di tutti”. Sono queste le parole del giornalista Vito Marinelli che ha voluto spiegare le motivazioni della scelta del libro di Imma Battaglia tra quelli della XXV edizione dei Dialoghi. Parole che in apertura all’evento sono state rivolte a un pubblico particolarmente numeroso il quale, nonostante la pioggia, ha riempito tutta la zona del Corso Italia chiusa al traffico per l’iniziativa.
L’incontro con l’autrice sembra, quindi, aver trovato il suo senso più profondo proprio nella complessità, nella possibilità di tenere insieme la dimensione privata con quella politica, la storia individuale con quella collettiva. Le vicende di Imma Battaglia diventano così la testimonianza di una lotta che, negli anni ha contribuito a cambiare il modo di guardare alle identità e ai diritti. Una battaglia che, come ricorda il titolo del volume, nasce dall’amore, ma che trova nella partecipazione e nell’impegno collettivo la propria forza.
Claudia Monterisi





