Carlo Del Negro ci riporta a una domenica di Serie B della stagione 1965/1966, quando il Trani affrontò in trasferta la Pro Patria. Una partita terminata 0-0 soltanto sul tabellino, perché sul campo i biancazzurri dimostrarono personalità, determinazione e qualità di gioco, conquistando anche gli applausi del pubblico di casa.
Accadde oggi: 31 ottobre 1965
Campionato 1965/1966 Serie B
PRO PATRIA-TRANI 0-0
Arbitro: Achille Cimma di Biella
Note: cielo coperto; terreno in buone condizioni; spettatori circa 3.000; calci d’angolo 2-2.
PRO PATRIA: Bertossi, Vivian, Croci; Rondanini, Manzoni, Locatelli; Regalia, Calloni, Ceccotti, Sartore, Recagno
All. Angelo Turconi
TRANI: Biggi, Crivellenti, Galvanin; Pappalettera, Varglien, Carradori; Barbato, Bitetto, Silva, Malavasi, Vanzini
All. Francesco Capocasale
Il Trani torna dalla trasferta di Busto Arsizio con una certezza: c’è una ferma determinazione (se non lo vogliamo chiamare complotto) da parte della Lega Calcio di danneggiare la squadra del Trani in modo che essa retroceda e se la tolgano dalle scatole. E sì, perché il Trani le scatole le rompe eccome. Rompe gli schemi, rompe il sistema. Da dove sono usciti questi? Si sente mormorare in tribuna. Che ritornino nella Bassa Italia, terùn, gli fa eco un altro babbione. E che nessuno ci accusi di vittimismo. Oggi a Busto Arsizio c’erano 500 tranesi; avete letto bene: cinquecento. E la squadra ha ripagato questi temerari con una prestazione che li ha resi orgogliosi e testimoni oculari di ciò che stiamo per raccontarvi. Il racconto della partita, questa volta, incomincia dalla fine. E sì, perché se non ci fosse stata la parata capolavoro di Giuliano Biggi, al 38’ del secondo tempo, adesso saremmo qui a raccontare un’altra storia. Regalia, in un’azione di contropiede sulla fascia destra del campo, effettua un traversone per l’accorrente Ceccotti: inzuccata perfetta del centravanti bustocco ad indirizzare il pallone lì dove un portiere non può arrivare: ma Biggi non è un portiere normale: si libra nell’aria come un aliante, si distende orizzontalmente e con un volo da destra verso sinistra schiaffeggia il pallone e lo manda in calcio d’angolo.
Lascio a voi ogni considerazione in merito.
Ripartiamo dall’inizio. Si incomincia con l’apprendere che l’arbitro, Cimma di Biella, abita a pochi chilometri da Busto Arsizio. Vabbè, che sarà mai, gli arbitri sono imparziali, a cosa andate a pensare….. Il Trani offre una prestazione, che senza essere trascendentale, é corretta, intelligente, razionale e fatta di manovre semplici, ma essenziali. Il pubblico sottolinea con gli applausi la prestazione del Trani, contrapposta a quella farraginosa ed approssimativa dei bustocchi, i cui tifosi dissentono apertamente con la loro squadra. Turconi, allenatore della Pro Patria, per tutta la settimana ha rotto le scatole con il fatto «che sarebbe stato difficile superare il catenaccio dei pugliesi», catenaccio di cui non s’è vista l’ombra…..viceversa, sembrava che a giocare in casa fosse proprio il Trani. I pugliesi, come ci chiama Turconi, hanno attaccato in lungo ed in largo mettendo alla catena la Pro Patria ed hanno cercato a lungo la via del gol non solo con gli uomini di punta, ma anche e insistentemente con i terzini Crivellenti e Galvanin.
Quindi, la partita, nonostante lo zero a zero é stata combattuta, veloce, interessante e piacevole, grazie al Trani, che non ha dato un attimo di respiro alla squadra avversaria. C'è stato un momento nella ripresa in cui i lombardi inseguivano il pallone con la rabbia in corpo senza riuscire, per oltre cinque minuti, a venirne in possesso. Era un tocchettare esasperante per il pubblico di casa, ma entusiasmante per i cinquecento tranesi, che sugli spalti sottolineavano, applaudendo, il «giro-palla» della loro squadra. Con il passare del tempo sembrava sempre più probabile che la prima vittoria stagionale del Trani dovesse arrivare in trasferta. Al 22’ del primo tempo il primo episodio censurabile: Silva, in possesso di palla, viene atterrato da Manzoni in piena area di rigore in maniera rude e strafottente. L’arbitro si gira dall’altra parte e si defila vergognosamente. Al 33’ della ripresa, infine, supera se stesso: un perfetto cross al centro di Vanzini mette in condizioni Silva di realizzare la rete del meritato vantaggio tranese.
Non c’è trucco, non c’è inganno. Non ci sono falli, non c’è fuorigioco. Il guardalinee corre verso il centro del campo. Ma l’arbitro, con il braccio alzato, fermo, immobile, annulla la rete ed alla richiesta di spiegazioni e di motivazioni da parte dei calciatori del Trani fa scena muta; si irretisce e minaccia sanzioni disciplinari. 5’ dopo la già descritta miracolosa parata di Biggi, che ha evitato al Trani una sconfitta che non avremmo saputo proprio come giustificare.
Carlo Del Negro

