Una strada al buio e i genitori costretti ad accendere le torce dei telefonini per farsi strada e, soprattutto, per farsi riconoscere dai figli all'uscita dalla palestra. È quanto accaduto ieri sera in via Papa Giovanni XXIII dove, come già riferito in altro articolo, un guasto alla pubblica illuminazione ha lasciato senza luce una zona tutt'altro che deserta, riproponendo l'annoso tema della qualità del servizio in città.
Al momento del guasto, le aziende produttive della zona avevano già chiuso i battenti, ma ciò non significava affatto che la strada fosse vuota. Era invece pienamente operativa la palestra situata all'intersezione fra la stessa via Papa Giovanni XXIII e via Giorgio Castriota Scanderbeg, frequentata anche da ragazzi e ragazze accompagnati dai genitori.
Ed è proprio all'uscita dalla sala di allenamento che si è materializzata la scena: padri e madri in attesa con le torce dei telefonini accese, unico modo per orientarsi nell'oscurità e per segnalare la propria presenza ai figli che lasciavano la struttura. Una precauzione tutt'altro che superflua, considerato che muoversi a piedi in una strada priva di illuminazione non è mai privo di rischi, men che meno per dei ragazzi.
Una situazione decisamente poco degna di una città civile e che, ancora una volta, accende - si fa per dire - interrogativi sull'efficienza e sull'efficacia del sistema di pubblica illuminazione che dal 2023 serve il territorio comunale di Trani. Resta da capire se si sia trattato di un episodio isolato o dell'ennesimo segnale di un servizio che, a tre anni dal suo avvio, non ha ancora raggiunto lo standard che i cittadini hanno il diritto di attendersi.

