La gestione dei trasporti e le dinamiche interne alla Stp Bari finiscono al centro di una dura contestazione politica. Roberto Gargiuolo, candidato al Consiglio comunale nella lista di Fratelli d'Italia, ha sollevato forti critiche riguardo alla convocazione dell'assemblea dei soci prevista per il 27 e 28 aprile, definendo il tentativo di nominare un nuovo Consiglio di amministrazione come un atto inopportuno e politicamente scorretto.
Secondo l'esponente del partito di Giorgia Meloni, la cosa pubblica non può essere trattata come un banchetto privato a cui partecipare prima di concludere un mandato. Gargiuolo ha quindi chiesto formalmente al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e al sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, di revocare immediatamente la convocazione, sottolineando come tali decisioni dovrebbero spettare a chi governerà in futuro.
Il punto centrale della polemica riguarda quella che Gargiuolo definisce una doppia morale. «Da un lato - ha osservato il candidato - il presidente Decaro invita a non procedere con le nomine negli enti regionali in vista delle elezioni, ma dall'altro questa linea di prudenza non sembrerebbe applicata al caso della Stp». La critica investe direttamente anche il sindaco di Trani, accusato di «aver invocato l'etica per bloccare le nomine in Amet Spa a ridosso delle comunali, salvo poi avallare - secondo la ricostruzione di Gargiuolo - procedure diverse per la società di trasporti, di cui i cittadini tranesi detengono una quota significativa».
Oltre le questioni di metodo, l'intervento mette in luce un tema di identità territoriale. Gargiuolo ha infatti denunciato un progressivo spostamento del baricentro decisionale da Trani verso Bari, lamentando una perdita di centralità della città nella gestione dell'azienda. A questo si aggiungerebbe una situazione di instabilità legata a vicende giudiziarie che hanno coinvolto la società e alle tensioni politiche che interessano la presidenza della Provincia Bat, guidata da Bernardo Lodispoto.
In un clima così teso, l'ipotesi di procedere con nomine definite last minute viene considerata da Fratelli d'Italia un affronto al buon senso. Gargiuolo ha concluso annunciando l'intenzione di coinvolgere il Prefetto e il Ministero competente qualora l'assemblea non venisse annullata, ribadendo che la definizione dei nuovi assetti deve essere rimessa alla prossima amministrazione per garantire la necessaria legittimità e trasparenza ai vertici della Stp.
