Trani si prepara ad accogliere un appuntamento culturale di grande rilievo: la presentazione del libro «Don Tonino Bello. Uomo del Sud e dei Sud» di Sabino Zinni, in programma questo venerdì alle ore 18.00 presso la biblioteca comunale Bovio.
L’iniziativa, promossa dalla Città di Trani, si inserisce nel solco delle celebrazioni e degli approfondimenti dedicati alla figura di Don Tonino Bello, una delle personalità più significative del Novecento ecclesiale italiano, ancora oggi punto di riferimento per il suo messaggio di pace, giustizia e attenzione agli ultimi.
Il volume di Sabino Zinni propone un originale percorso narrativo ed esistenziale: non una biografia tradizionale, ma un’opera essenziale e profondamente meditativa, costruita per sottrazione. L’autore sceglie infatti di “togliere” più che aggiungere, lasciando emergere il nucleo più autentico del pensiero e della testimonianza di Don Tonino, la cui voce continua a parlare con sorprendente attualità.
Proprio in vista della presentazione, Sabino Zinni ha risposto alle nostre domande in un’intervista esclusiva, offrendo alcune anticipazioni sul senso del libro e sul percorso umano e culturale che ne ha guidato la stesura.
L’appuntamento si preannuncia come un momento di riflessione e partecipazione culturale, capace di riportare al centro dell’attenzione la figura di Don Tonino Bello e il suo messaggio universale di pace e fraternità.
«Ho scritto questo libro per Don Tonino, che ha avuto un impatto profondo sulla mia vita, soprattutto da giovane – racconta l’autore Sabino Zinni – la sua parola e la sua testimonianza mi hanno formato e contribuito a farmi diventare la persona che sono oggi. Questo lavoro nasce come un atto di gratitudine nei suoi confronti. Allo stesso tempo, il libro ha due obiettivi principali: far conoscere Don Tonino a chi non lo ha mai incontrato, in particolare ai giovani, e restituirlo a chi lo ha dimenticato o ne ha conservato un’immagine superficiale. Don Tonino ha ancora molto da dire al nostro tempo, segnato da molte difficoltà, e desidero contribuire a renderlo nuovamente attuale e vivo».
«Figura profondamente legata al Sud, Don Tonino Bello si riconosceva orgogliosamente come uomo del Mezzogiorno. Pur avendo avuto la possibilità di restare a Bologna, scelse di tornare nella sua terra, che amava nonostante le sue fragilità e contraddizioni. Per lui il Sud non era soltanto una realtà geografica, ma anche sociale, culturale ed esistenziale: un luogo da riscattare, dove spesso le voci più deboli restano inascoltate. Il suo impegno era quello di riportare il Sud al centro del dibattito pubblico e delle scelte politiche, restituendo dignità e protagonismo ai suoi abitanti».
«Prosegue l’autore, il libro non si propone come una biografia completa né come uno studio storico-teologico, ma come un omaggio all’umanità profonda di Don Tonino, che ha rappresentato la base della sua esperienza di sacerdote, vescovo e pastore. Uomo di pace e non violenza, ha dedicato la sua vita alla costruzione di ponti e al dialogo tra le persone.
Particolarmente forte è il suo legame con i poveri e gli ultimi. La sua idea di “Chiesa del grembiule” descrive una comunità chiamata al servizio, vicina ai più fragili e lontana da ogni forma di potere autoreferenziale. È questa autenticità evangelica che l’autore ha voluto raccontare con rispetto e profondità.
Tra i concetti centrali del pensiero di Don Tonino emerge quello della “convivialità delle differenze”, intesa come fondamento della pace: la pace non nasce tra simili, ma nella capacità di accogliere l’altro, anche quando è diverso o scomodo. Le differenze, spesso causa di conflitto, diventano invece una risorsa di crescita e arricchimento reciproco quando vengono vissute nella relazione e nell’incontro».
Per l’autore, la parola che meglio sintetizza la figura di Don Tonino è “umanità”: un richiamo alla piena dignità dell’essere umano, immagine e somiglianza di Dio. Come ricordava lo stesso Don Tonino, “Siate uomini fino in fondo, anzi, fino in cima”. In questa prospettiva, l’umanità diventa il messaggio più attuale che egli consegna al nostro tempo, come invito a riscoprire il valore autentico della persona e delle relazioni.

