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Costruire per capire: una mattinata da ingegneri alla Petronelli

 

Spaghetti tra le mani, colla a caldo e piccoli gruppi al lavoro. Alla scuola elementare “Petronelli” di Trani, i bambini hanno vissuto una mattinata diversa dal solito, trasformando la lezione in un laboratorio fatto di attività pratiche per scoprire, passo dopo passo, cosa fa davvero un ingegnere.

A guidarli in questo percorso sono stati i rappresentanti dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia Bat. Presenti la presidente Antonella Cascella, le consigliere Vita Panarelli e Raffaella Ardito, insieme a Ippolita Chiarolini, consigliera del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e referente per le attività STEM, percorsi educativi che integrano scienza, tecnologia, ingegneria e matematica attraverso attività pratiche e interdisciplinari.

Il momento centrale della mattinata è stato dedicato allo “spaghetti bridge”, un ponte in miniatura realizzato con spaghetti crudi e colla a caldo. Un’attività che ha coinvolto direttamente gli alunni, chiamati a progettare e costruire strutture capaci di reggere e mantenere equilibrio, mettendo alla prova intuizione e capacità di collaborazione.

Accanto al laboratorio pratico, l’ingegner Felice Sallustio ha incontrato i ragazzi per parlare di fonti rinnovabili e non rinnovabili, accompagnando la spiegazione con schede educative e video. Un momento di divulgazione pensato per rendere comprensibile il modo in cui viene generata l’energia e per far emergere, in modo semplice ma concreto, quanto sia centrale la figura dell’ingegnere lungo tutto il ciclo che va dalla produzione fino al consumo quotidiano.

Attraverso l’esperienza diretta, i bambini hanno potuto avvicinarsi ai principi base dell’ingegneria, comprendendo in modo semplice concetti come stabilità, resistenza e progettazione. Non solo teoria, quindi, ma un approccio concreto che ha reso più accessibile una disciplina spesso percepita come distante.

 

“È fondamentale avvicinare i più giovani alle discipline STEM già a partire dalla scuola primaria – ha spiegato Antonella Cascella – perché significa offrire loro strumenti per comprendere il mondo che li circonda e, allo stesso tempo, stimolare curiosità, spirito critico e capacità di risolvere problemi. L’ingegneria non è qualcosa di lontano, ma è già nella quotidianità di ciascuno di noi”.

A conclusione della giornata, ai bambini sono stati consegnati attestati simbolici di “aspiranti ingegneri”, a suggellare un’esperienza formativa che ha unito apprendimento e partecipazione.


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