Trani ha aspettato oltre trent'anni per avere il suo parcheggio interrato sotto piazza XX Settembre, ha protestato rumorosamente quando la giunta uscente ne ha fissato le tariffe, ma oggi che l'utilizzo è gratuito quella struttura è più vuota che piena. Un paradosso che si commenta quasi da solo, ma che merita qualche riflessione, nell'attesa che la procedura di gara ad evidenza pubblica individui il futuro concessionario.
Le polemiche sulle tariffe istituite dall'amministrazione uscente sono state fra le più vivaci del recente dibattito cittadino: quasi unanime il giudizio di sproporzione, quasi unanime l'invito a riconsiderarle. Ebbene, oggi che il costo è azzerato, la risposta della città non è quella che ci si sarebbe aspettati. Neanche la settimana di Battiti Live, con le strade chiuse e le zone rosse che hanno complicato la circolazione nel centro, sembra aver inciso più di tanto sull'afflusso. Eppure la comodità è oggettiva e difficilmente contestabile: si parcheggia in pieno centro, e da lì praticamente tutto è a portata di mano.
C'è poi una categoria di utenti che ha saputo cogliere l'opportunità in modo originale: coloro che utilizzano l'autorimessa come punto di scambio, lasciando l'automobile e prelevando da essa un veicolo a due ruote con cui muoversi più agilmente, specie in questi giorni di traffico contingentato. Un uso intelligente, ma che da solo non basta a spiegare - né a giustificare - i livelli di sottoutilizzo che si registrano.
La lettura più immediata rimanda a un'abitudine radicata, quella di voler portare l'automobile il più vicino possibile alla meta, preferibilmente sotto il portone o davanti al negozio, rinunciando a opportunità che richiedono anche solo pochi minuti a piedi. Una tendenza atavica che Trani condivide con buona parte delle città italiane di analoga dimensione, ma che qui assume i contorni di una contraddizione quasi clamorosa: si è aspettata a lungo quella struttura, la si è difesa strenuamente quando sembrava negata, e ora che è disponibile e gratuita le si volta le spalle.
Sullo sfondo, una domanda che riguarda il futuro: il concessionario che si aggiudicherà la gestione dell'impianto attraverso la gara pubblica starà osservando queste dinamiche? E si sentirà tranquillo? Le abitudini di una città pesano, nel bene e nel male, sui bilanci di chi si assume l'onere di gestire un'infrastruttura. Se il parcheggio fatica ad attrarre utenti anche quando è gratuito, cosa accadrà quando sarà a pagamento, con quelle tariffe (un'ora 2 euro, un giorno 15) che hanno fatto gridare allo scandalo?
Solo il tempo darà una risposta. Nel frattempo la città, che per decenni ha lamentato la mancanza di un parcheggio degno di questo nome, e che per mesi ha protestato contro il costo per utilizzarlo, sembra avere trovato il modo più originale per risolvere la questione: ignorarlo.
Nico Aurora

