«La sospensione dell’attività di produzione del clinker avrà valore fino a quando non avrò la certezza scientifica, documentata, che Buzzi Unicem abbia soddisfatto tutte le prescrizioni imposte da Arpa Puglia». Con queste parole, il sindaco di Barletta, Mino Cannito, ha dato esecuzione a quanto aveva anticipato venerdì scorso a Trani, durante la registrazione della festa per i cinquant’anni di Telenorba, emanando un’ordinanza di sospensione dell’attività della Cementeria di Barletta.
Il provvedimento si inserisce in un quadro già noto, sul quale questa testata si era soffermata in precedenza, relativo alle criticità ambientali legate allo stabilimento Buzzi Unicem e alla preoccupazione crescente dei residenti per la qualità dell’aria e la tutela della salute pubblica.
LA PROVINCIA NON STA A GUARDARE
A muoversi con altrettanta determinazione era sttaa ieri anche la Provincia di Barletta-Andria-Trani. Il presidente Bernardo Lodispoto ha emanato un provvedimento di diffida nei confronti della società, intervenendo - come ha tenuto a precisare - «con estrema tempestività e fermezza a seguito degli ultimi incendi avvenuti nello stabilimento».
Il riferimento è all’ultimo incidente, causato da un guasto elettrico che ha determinato emissioni incontrollate di polveri e l’oscuramento dei sistemi di monitoraggio per circa novanta minuti. Un episodio che, nelle valutazioni della Provincia, non può essere liquidato come isolato: «Data la ricorrenza di simili anomalie già nel recente passato - ha spiegato Lodispoto - lo abbiamo considerato il segnale di una possibile criticità strutturale dell’impianto».
LE PRESCRIZIONI
Con l’atto formale della diffida, la Provincia ha imposto alla società il divieto assoluto di riavviare la produzione di clinker senza aver prima rimosso le cause del malfunzionamento e ottenuto collaudi positivi certificati da Arpa Puglia. Fra le prescrizioni più urgenti figurano l’installazione di sistemi di continuità elettrica per scongiurare nuovi blackout dei monitoraggi e la presentazione di una relazione tecnica che quantifichi l’impatto delle emissioni disperse durante il guasto.
Il presidente della Provincia ha concluso con un avvertimento esplicito: «Lo stop dell’impianto deve essere utile per un ripristino totale della conformità normativa - ha affermato Lodispoto - e qualsiasi ulteriore inadempienza comporterà l’immediata sospensione dell’autorizzazione ambientale e l’applicazione di pesanti sanzioni penali e amministrative».
(foto Gazzetta del Mezzogiorno)
