«Il centrodestra a Trani ha bisogno di una rifondazione, non di un'analisi di facciata». Con queste parole il professor Giuseppe De Simone, esponente di Fratelli d'Italia, ha indirizzato una lettera aperta al consigliere regionale e coordinatore provinciale Bat di Forza Italia, dott. Marcello Lanotte, all'indomani della nuova sconfitta del centrodestra alle elezioni amministrative di Trani.
DE SIMONE A LANOTTE
La missiva, firmata e datata 23 giugno 2026, non si limita a registrare l'ennesimo risultato negativo. De Simone - che rivendica una lunga esperienza amministrativa e una coerenza politica mai venuta meno - chiama in causa le responsabilità diffuse all'interno della coalizione, senza risparmiare nessuno. «Le divisioni interne e le differenti sensibilità presenti all'interno di Forza Italia non hanno favorito la competizione elettorale - scrive De Simone -. Tuttavia, sarebbe riduttivo attribuire la sconfitta esclusivamente a tali fattori. A pesare sono state anche iniziative personali, fughe in avanti e strategie non condivise da parte di esponenti appartenenti alle diverse forze della coalizione di centrodestra».
Una diagnosi severa, che De Simone allarga a tutto il perimetro del centrodestra cittadino e provinciale, chiamato a fare i conti con undici anni di opposizione e con un elettorato moderato che, a suo giudizio, non ha trovato risposte convincenti.
IL NODO DEL CIVISMO
Non è casuale che nella lettera compaia un riferimento esplicito alle «recenti aperture verso il civismo» dello stesso Lanotte. De Simone le accoglie con curiosità, ma pretende chiarezza: quelle aperture, scrive, «meritano certamente un approfondimento e una chiara definizione politica». Una frecciata sottile, ma inequivocabile, da parte di chi ha sempre rifiutato - sono parole sue - «trasformismi, cambi di casacca e accordi dettati esclusivamente dalla convenienza del momento».
Il punto di fondo, per De Simone, è che la coesione non è una variabile secondaria ma la condizione necessaria per tornare competitivi: «Quando il centrodestra si presenta unito, compatto e capace di esprimere una visione comune, i risultati arrivano». Il contrario, aggiunge, produce soltanto «confusione e disorientamento nell'elettorato».
LA STRADA INDICATA
La lettera non è soltanto un atto d'accusa: De Simone indica anche una direzione. Chiede «una profonda fase di riorganizzazione politica e territoriale dell'intera coalizione», capace di superare personalismi e logiche di appartenenza e di ricostruire «un autentico coordinamento provinciale e regionale». La sfida, conclude, richiede «coraggio, autocritica e capacità di innovazione». Continuare a riproporre gli stessi schemi, avverte, rischia di allontanare ulteriormente quella parte di elettorato che il centrodestra non riesce più a intercettare.
De Simone annuncia infine che tornerà sull'argomento con ulteriori elementi di riflessione, lasciando intendere che la lettera a Lanotte è soltanto il primo atto di un confronto più ampio.
