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«Cosa c'è dall'altra parte? Boh»: Pozzopiano, siepi record oscurano e procurano pericolo

Così alte da oscurare ormai le vetrine dei negozi dirimpettai: la situazione delle siepi spartitraffico di corso Alcide De Gasperi, piazza Albanese e corso Don Luigi Sturzo ha raggiunto livelli di assoluta emergenza, e il timore che quella vegetazione, cresciuta senza alcun controllo, diventi foriera di incidenti aumenta giorno dopo giorno.

Il dato è sotto gli occhi di tutti, automobilisti e pedoni: la vegetazione ha raggiunto, a tutti gli effetti, altezze umane, trasformando quelli che avrebbero dovuto essere semplici elementi di arredo urbano in vere e proprie muraglie verdi. Chi percorre quegli assi viari non riesce più a vedere che cosa accada al di là dello spartitraffico, né chi vi sosti accanto: la strada, semplicemente, si è divisa in due mondi che non comunicano più fra loro.

Le conseguenze pratiche sono due, ed entrambe potenzialmente gravissime. La prima riguarda le svolte a sinistra: diventa impossibile scorgere un veicolo in arrivo dalla corsia opposta, così che la manovra si trasforma in una scommessa da compiere alla cieca.

La seconda, forse ancora più insidiosa, riguarda i pedoni: il rischio concreto è di vederseli sbucare fra gli attraversamenti pedonali - e dunque fra le siepi - soltanto all'ultimo momento, poiché la vegetazione oscura completamente qualunque figura umana, adulti e bambini senza distinzione. Basta un attimo di distrazione, o semplicemente la fisiologica impossibilità di vedere, perché l'emergenza annunciata si trasformi in tragedia consumata.

Non si tratta, peraltro, di una scoperta recente: da tempo residenti e commercianti della zona segnalano il pericolo, e sistematicamente lo facciamo anche noi, tornando periodicamente su una questione che, evidentemente, non trova posto fra le priorità di chi dovrebbe occuparsene. Nel frattempo, le siepi continuano a crescere, indifferenti tanto alle proteste quanto alle stagioni.

Il fenomeno, infine, conferma e rafforza quello che è stato il tallone d'Achille dell'amministrazione uscente, vale a dire la gestione del verde pubblico, e rischia adesso di ribaltarsi, in maniera ancora più fragorosa, su quella subentrante. Il dossier è lì, cresciuto rigoglioso quanto le siepi che lo hanno generato: ignorarlo ancora significherebbe soltanto trasformare un'eredità scomoda in una responsabilità propria.


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