«Il pallone può continuare a rotolare, ma se non c'è qualcuno che canta non c'è nulla: la curva è l'anima di tutto». È il messaggio che sintetizza «Irascibili», il docufilm di Luca D'Angelo e Francesco Lamanna presentato al Polo museale di Trani davanti a una sala gremita. Una serata promossa dalla Fondazione Seca che ha portato sul grande schermo la storia dello storico gruppo ultras biancazzurro.
Ad aprire l'incontro è stato il direttore del Polo museale, Graziano Urbano, che ha sottolineato il valore culturale dell'iniziativa: «Il calcio è cultura». Ha poi spiegato di aver deciso di ospitare subito la proiezione perché il film racconta la realtà della tifoseria tranese, lontana dagli stereotipi di violenza spesso proposti in televisione, ricordando come allo stadio di Trani abbia trovato famiglie e giovani accomunati dalla passione.
L'idea del documentario nasce dalla ricerca del senso di appartenenza, come ha spiegato Francesco Lamanna. Il racconto mette al centro la comunità della gradinata e sceglie una prospettiva originale: in trenta minuti il pallone non compare mai. I protagonisti sono le persone, le emozioni e il legame con la città, raccontati anche attraverso le immagini della finale di ritorno di Coppa Italia contro lo Squinzano, disputata a porte chiuse, quando i tifosi seguirono la partita dall'esterno dello stadio. Ad aprire e chiudere il film è il campanile della cattedrale, simbolo dell'identità cittadina.
Dopo la proiezione sono intervenuti i protagonisti del docufilm, Nino, Lino, Fabio e Damiano. Fabio ha definito lo stadio un luogo di comunità, dove le differenze sociali scompaiono e tutti si ritrovano accomunati dalla stessa passione, invitando il nuovo sindaco a guardare alla gradinata senza pregiudizi. Damiano ha ringraziato gli autori per il lavoro svolto e ha ricordato come la vera forza della curva sia rappresentata da tutti i tifosi, vecchi e nuovi, non soltanto dal gruppo organizzato. Nino ha infine emozionato il pubblico intonando uno dei cori storici del Trani, mentre i tifosi più anziani hanno rievocato le trasferte di un tempo trascinati anche da Pinuccio «Bestione», storico volto della gradinata.
Dalla serata è emersa pure la proposta di una nuova proiezione all'aperto, nell'ambito della rassegna estiva della Fondazione Seca, all'ombra della cattedrale. Lamanna ha chiuso ringraziando tutta la tifoseria per il sostegno ricevuto durante le riprese, sottolineando che senza la partecipazione della curva il documentario non avrebbe mai preso forma.



