«L'obiettivo è comprendere la situazione attuale in Palestina e quali forme di partecipazione attiva i Comuni e le comunità possano promuovere per realizzare azioni politiche e umanitarie a favore della Palestina e degli altri Paesi sotto assedio». È questo il senso dell'incontro pubblico con alcuni attivisti della Global Sumud Flottilla indetto dal Comitato pace e disarmo di Trani, con la collaborazione della sezione Anpi «Osvaldo Pillera», in programma domani, lunedì 13 luglio, alle 19, all'hub Porta Nova.
Parteciperanno all'incontro Sara Suriano, di Andria, e Domenico Centrone, di Molfetta, quest'ultimo trattenuto per un mese agli arresti in Libia insieme con altri attivisti, fra i quali Dina Alberizia, mentre erano in procinto di partire dalla Cirenaica con il convoglio di terra, in missione umanitaria verso Gaza, subendo - denunciano gli organizzatori - anche maltrattamenti. Saranno presenti, inoltre, altri attivisti della Gsf, fra cui Tony Lapicirella, arrestato mesi fa a bordo della flottiglia in acque internazionali, l'avvocata della Gsf Puglia, Amina Tridente, e alcuni attivisti di Amnesty International della circoscrizione Puglia. Porteranno i saluti il sindaco di Trani, Marco Galiano, il sindaco di Corato, Corrado De Benedittis, e l'assessora alla pace del Comune di Corato, Eleonora Loiodice.
Il comitato promotore descrive «un popolo allo stremo, lasciato senza cibo, acqua e cure mediche tra le rovine, nonostante il cessate il fuoco», e denuncia che a Gaza Israele impedirebbe l'ingresso alla stampa, agli operatori sanitari e a chiunque possa testimoniare ciò che accade. «È un genocidio lento - si legge nel comunicato - la cui sofferenza grida al mondo, ma resta inascoltata». In questo quadro, la sfida delle flotte solidali viene definita «un atto di solidarietà internazionale e di resistenza non violenta»: imbarcazioni che, a mani nude, sfidano quelli che gli organizzatori chiamano i blocchi violenti dell'Idf israeliana, capaci di fermarle - è ancora la denuncia del comitato - in acque e territori internazionali.
L'appuntamento di domani sera vuole fare luce, in particolare, sugli arresti che gli organizzatori definiscono illegali, poiché avvenuti in zone internazionali, «in cui nessuna nazione è legittimata a bloccare e fermare chi porta aiuti umanitari a Gaza». Si parlerà, inoltre, dei fermi di cittadini palestinesi avvenuti in Italia negli ultimi mesi. Un'occasione, insomma, per ascoltare la testimonianza diretta di chi quelle esperienze le ha vissute sulla propria pelle e per ragionare, insieme con le istituzioni presenti, sul contributo che gli enti locali e le comunità possono offrire.
