«La pregiudiziale non è in alcun modo accoglibile». Con queste parole il consigliere Francesco Corallo ha replicato in aula alle contestazioni del collega di Fratelli d'Italia, Emanuele Cozzoli, poco prima che il consiglio comunale ratificasse all'unanimità, con la minoranza uscita dall'aula, la sua permanenza in carica. Corallo, nei giorni scorsi, aveva infatti regolarizzato la propria posizione debitoria nei confronti di Amet, la partecipata a cui il Comune di Trani affida i servizi energetici.
Prima del voto sulla ratifica, Cozzoli aveva sollevato una questione pregiudiziale, chiedendo che il consiglio comunale non procedesse all'approvazione di alcun provvedimento con il voto di consiglieri che risultassero, a vario titolo, in debito con Amet. L'obiettivo dichiarato era evitare che situazioni di pendenza economica nei confronti della partecipata potessero incidere, anche solo in apparenza, sulla legittimità delle deliberazioni assunte dall'assemblea.
IL CHIARIMENTO DEL SEGRETARIO GENERALE
A chiarire i termini della questione, dal punto di vista tecnico e procedurale, è stato il segretario generale, Francesco Lazzaro, che ha ricordato come la procedura di decadenza di un consigliere per incompatibilità si articoli in tre fasi. Una prima, quella della contestazione, che apre un termine per la presentazione di eventuali osservazioni. Una seconda, nella quale l'assemblea valuta, alla luce di quanto presentato, se la causa di incompatibilità sussista ancora. Una terza, infine, nella quale, qualora la situazione non sia stata rimossa, viene pronunciata la decadenza. Fino a quel momento, ha precisato Lazzaro, il consigliere resta pienamente in carica.
Il segretario ha inoltre chiarito che Amet non può essere considerata una società in house, come confermato ogni anno dalla ricognizione sulle partecipate trasmessa alla Corte dei conti e al ministero del Tesoro. La società, oltre a gestire un servizio in concessione, svolge infatti anche un'attività commerciale di vendita dell'energia elettrica in un mercato concorrenziale, ed è proprio da quest'ultima - ha specificato Lazzaro - che deriverebbero i crediti oggetto della nota trasmessa al consiglio. Fatte queste premesse, ha ribadito che spetta al consiglio comunale, sovrano, valutare le singole posizioni e decidere di conseguenza.
LA CONFESSIONE DI RAFFAELLA MERRA
Ad aprire il dibattito, prima ancora dell'intervento del segretario, era stata la consigliera Raffaella Merra, che ha voluto raccontare una propria vicenda personale. «Sono la prima a dire che tra questi debitori c'era la sottoscritta», ha dichiarato, ricordando di essere stata lasciata sola dalla propria corrente politica nella gestione di un debito di 1.500 euro nei confronti di Amet, poi saldato di tasca propria. Pur ribadendo il principio secondo cui chi ha pendenze con le partecipate debba comunque saldarle per correttezza verso la collettività, Merra ha invitato l'assemblea a interrogarsi su fin dove si possa spingere, in questi casi, la correttezza politica.
IL DIBATTITO IN AULA
Nel corso della discussione, il consigliere Gargiuolo ha sostenuto una tesi diversa, sottolineando come Amet, essendo una società interamente partecipata dal Comune di Trani e con l'amministratore delegato nominato direttamente dal sindaco, non possa essere considerata una semplice entità controllata o vigilata, ma configuri, a tutti gli effetti, un'azienda del Comune stesso.
Di segno opposto la posizione dello stesso Corallo, che ha invitato l'aula a concentrarsi su questioni ben più rilevanti rispetto a debiti individuali di poche decine o centinaia di euro, richiamando le difficoltà di riscossione che la stessa Amet avrebbe accumulato negli anni nei confronti dei cittadini.
LA VOTAZIONE
Al termine del dibattito, la pregiudiziale sollevata da Cozzoli è stata messa ai voti e respinta a maggioranza. Il consiglio ha quindi proceduto con l'esame del punto all'ordine del giorno, ratificando all'unanimità, con la minoranza ormai uscita dall'aula, la permanenza in carica di Corallo, dopo l'avvenuta regolarizzazione della sua posizione debitoria nei confronti di Amet.
