«Trani deve diventare una città più vivibile, più accessibile e più capace di valorizzare ciò che è, senza consumare ciò che ha». È la sintesi con cui le linee programmatiche di mandato 2026-2031 del sindaco Marco Galiano riassumono l'obiettivo di governo per i prossimi cinque anni, il documento che il consiglio comunale ha appena approvato con 19 voti favorevoli - due assenti dall'inizio dei lavori fra i banchi della maggioranza - e 11 astenuti, con un'ulteriore assenza registrata fra le fila dell'opposizione.
Si tratta dell'adempimento previsto dal testo unico degli enti locali per ogni amministrazione di nuova elezione: un atto che, come specifica la premessa metodologica del documento, deve tradursi in linee programmatiche generali, in obiettivi di medio e lungo periodo da sviluppare nella sezione strategica del Dup ed in azioni operative, poi riprese dal Piano integrato di attività ed organizzazione per essere assegnate a dirigenti e personale.
LA VISIONE: UNA CITTÀ DA RICUCIRE
Il documento approvato dall'aula parte da un'identità istituzionale precisa: rafforzare il Comune quale soggetto attivo nella pianificazione, nella gestione delle risorse e nel coordinamento delle politiche territoriali, tenendo insieme urbanistica, sviluppo economico, servizi e coesione sociale. «La nostra scelta politica - si legge - è quella di ritornare nelle piazze, di ricostruire un rapporto diretto con la comunità, di rimettere al centro la parola, lo sguardo, la relazione».
Alla visione di una città «di straordinaria bellezza», attraversata però da «squilibri, ritardi, fragilità e contraddizioni», corrisponde una missione dichiarata: costruire una città più giusta, vivibile, sostenibile ed inclusiva, capace di valorizzare le proprie risorse senza consumarle e di attrarre senza snaturarsi. Un progetto che, si legge ancora, dovrà mettere bambini, anziani, famiglie, giovani, persone con disabilità e soggetti fragili nella condizione di vivere «con maggiore sicurezza, libertà e dignità».
PUNTI DI FORZA, CRITICITÀ E RISCHI
L'analisi di contesto riconosce a Trani un patrimonio materiale ed immateriale «di eccezionale valore», un tessuto sociale e civico vivo ed una crescente capacità attrattiva sul piano turistico e culturale, da inserire in una prospettiva più ampia che comprende la Bat e l'intero sistema pugliese. Accanto ai punti di forza, il documento non nasconde le debolezze: una crescita urbana non sempre ordinata, una mobilità troppo legata all'automobile privata, un centro storico attraversato da tensioni fra residenzialità, attività economiche e pressione turistica.
Fra i rischi indicati compaiono il consumo di suolo non necessario, l'overtourism, le criticità amministrative e finanziarie legate a vicende come quella della discarica e, più in generale, la frammentazione fra quartieri, funzioni e risorse. Il testo indica come opportunità la possibilità di intercettare fondi regionali, nazionali ed europei per la rigenerazione urbana, l'innovazione amministrativa, la mobilità e l'inclusione sociale, a condizione - avverte il documento - di rafforzare la capacità progettuale del Comune.
DIECI LINEE PER GOVERNARE LA CITTÀ
Il programma ora approvato si articola in dieci linee programmatiche, cui corrispondono altrettanti obiettivi di valore pubblico. La linea Risorse punta a bilanci in equilibrio, ad un prelievo tributario più equo e ad una gestione più attenta del patrimonio comunale e delle partecipate. La linea Innovazione investe sulla capacità amministrativa, sul capitale umano e su una burocrazia utile e dialogante, rafforzando la partecipazione dei cittadini. La linea Comunità e slancio riguarda scuola, edilizia scolastica e sport, con l'obiettivo di garantire alle famiglie ed al personale scolastico «rispetto e sicurezza».
La linea Il territorio punta a ridurre il consumo di suolo, a recuperare il patrimonio edilizio esistente ed a rilanciare il rapporto fra la città ed il mare. La linea Il futuro riguarda la qualità della vita quotidiana, la mobilità sostenibile ed il riequilibrio fra centro storico e periferie. La linea Cura mette al centro l'inclusione, le politiche giovanili ed i servizi sociosanitari, in un contesto che il documento definisce privo di un presidio ospedaliero cittadino.
La linea Sviluppo lavora alla costruzione di un'economia urbana più solida, fondata su turismo, commercio, cultura ed artigianato. La linea Le culture punta ad un sistema turistico e culturale integrato, con nuovi rapporti con le Università di Bari e di Foggia. La linea Tutela riguarda la sicurezza urbana, da affrontare - specifica il testo - non solo con strumenti coercitivi ma con una presenza istituzionale diffusa nei quartieri. Chiude la linea Trasparenza ed integrità, che riprende gli obblighi dettati dalla legge 190 del 2012 in materia di prevenzione della corruzione.
LE CONDIZIONI PER REALIZZARE IL PROGRAMMA
La stessa amministrazione premette che il programma dovrà misurarsi con quattro condizionalità: la tenuta degli equilibri di bilancio, la capacità di intercettare risorse regionali, nazionali ed europee, la costruzione di alleanze territoriali con soggetti pubblici e privati ed il rispetto di tempi e procedure che, in alcuni casi, richiederanno percorsi di copianificazione con Regione, Soprintendenza ed Arcidiocesi. «Non intendiamo proporre un libro dei sogni - si legge nel documento - ma un progetto di governo fondato su responsabilità, priorità e fattibilità».
Le linee programmatiche, spiega infine il testo, restano un riferimento imprescindibile ma «dinamico», aperto agli apporti che il confronto con le componenti politiche del consiglio comunale e con il tessuto socio-economico cittadino potrà offrire nel corso della consiliatura, attraverso gli strumenti di programmazione strategica e gestionale da approvare ogni anno. Un percorso che, dopo il via libera dell'aula, imbocca ora la fase attuativa, a partire dal Dup e dal Piano integrato di attività ed organizzazione.
