«Pianificazione, inclusione e visione» sono le tre direttrici delle linee programmatiche illustrate dal sindaco Marco Galiano al consiglio comunale per il mandato 2026-2031. Il primo cittadino ha confermato di aver ripreso il programma elettorale, scusandosi con le minoranze per il mancato confronto preliminare e rinviando la condivisione alla fase di elaborazione del Documento unico di programmazione.
Tra le priorità indicate figurano il decoro urbano, la cura del verde, il rilancio del commercio e l'attrazione di nuovi investimenti. Da settembre partiranno le giunte di quartiere, saranno rafforzate consulte e commissioni e si punterà a un maggiore coinvolgimento delle zone produttive.
Sul fronte economico, Galiano ha annunciato il rafforzamento della lotta all'evasione della Tari, che resta intorno al 30 per cento, oltre a un controllo più incisivo sulle società partecipate. Per la macchina comunale sono previste nuove figure specialistiche nei settori turismo, fondi, comunicazione e digitalizzazione.
Ampio spazio anche a scuola, impiantistica sportiva e politiche abitative, definite una possibile emergenza sociale, con l'impegno a potenziare l'edilizia residenziale pubblica. In sanità il sindaco ha ribadito il no al trasferimento dell'ambulatorio distrettuale a Bisceglie, assicurando una risposta «dura» qualora l'ipotesi dovesse concretizzarsi.
Tra gli altri obiettivi figurano il recupero del cinema Impero e del Supercinema attraverso il sostegno di Regione e Puglia Culture, una sicurezza basata su prevenzione, collaborazione con i cittadini, videosorveglianza e miglioramento dell'illuminazione pubblica, senza ricorrere a una «militarizzazione» del territorio.
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«Se tutte queste cose vengono adottate, sarà una città bellissima». Il dibattito sulle linee programmatiche e sugli indirizzi generali di governo dell'amministrazione di Marco Galiano, in consiglio comunale mercoledì, si è snodato per oltre un'ora e mezza attraverso gli interventi di quindici consiglieri, quasi tutti concordi nel definire il documento «un libro dei sogni» - l'espressione, tra gli altri, dello stesso presidente del consiglio Fabrizio Ferrante - ma divisi sul giudizio finale, tra il sostegno della maggioranza e le astensioni e le critiche di buona parte delle opposizioni.
IL PRIMO AFFONDO: GARGIUOLO
Ad aprire il dibattito è stato Roberto Gargiuolo (Fratelli d'Italia), secondo cui «non basta definire Trani una città viva, bisogna affrontare la realtà». Il consigliere ha contestato alla maggioranza un documento più simile, a suo dire, a un libro dei sogni che a una fotografia della città reale, elencando ritardi su commercio, pronto soccorso e partecipate: su Amet, in particolare, ha sostenuto che la cessione dei clienti sia stata «valutata appena 200mila euro» a fronte di un valore potenziale di trenta-quaranta milioni.
LA MAGGIORANZA SI COMPATTA
Ha risposto per primo lo stesso Ferrante, cedendo per qualche minuto la presidenza per intervenire come consigliere: ha difeso l'operato dell'amministrazione precedente, di cui rivendica la continuità, chiedendo «un grande in bocca al lupo» alla città prima ancora che al sindaco. Per il Partito Democratico è poi intervenuta la capogruppo Federica Cuna, che ha parlato di «un patto d'onore con la città» e ha annunciato voto favorevole assicurando che il partito «sarà il motore di questa maggioranza». Sostegno pieno anche da Alleanza Verdi e Sinistra, che ha rivendicato la scelta di entrare nella coalizione richiamando temi ambientali, mobilità sostenibile ed educazione sessuo-affettiva, e da Antonio Befano (Per Trani), il quale ha chiesto verifiche periodiche in aula sullo stato di attuazione degli obiettivi. Per Puglia Popolare la capogruppo ha parlato di una «città gentile che metta al centro le persone», mentre Domenico Briguglio, dello stesso gruppo, ha insistito sulla necessità di una nuova caserma per la polizia locale e di maggiori spazi culturali in città. Il gruppo si è detto compatto: a chiudere è stato Francesco Corallo, con un intervento di poche righe all'insegna della fiducia nel sindaco.
GELSO: «SERVE VERIFICA, NON SOLO PAROLE»
Anche l'altra consigliera di Fratelli d'Italia, Ornella Gelso, ha riconosciuto nel documento «principi e obiettivi che tutti possiamo condividere», ma ne ha lamentato la scarsità di elementi verificabili, chiedendo un momento di verifica annuale in consiglio comunale sullo stato di attuazione: «Tra cinque anni non conterà ciò che è stato scritto, ma ciò che è stato realmente realizzato».
IL FRONTE MARINARO: TRA ASTENSIONE E CRITICA PUNTUALE
Dalle liste civiche di opposizione riconducibili a Giacomo Marinaro sono arrivati tre interventi. Antonio Loconte ha condiviso alcuni passaggi, in particolare sul completamento delle opere avviate, ma ha criticato la mancata realizzazione del collegamento aeroportuale con Bari da lui proposto anni fa e l'introduzione di un sistema di appuntamenti per accedere al sindaco, preannunciando un voto né favorevole né contrario. Rosa Uva ha concentrato l'intervento sulla sanità, chiedendo la nomina della commissione del Pta e denunciando il rischio di depotenziamento dell'ambulatorio di ginecologia. Carlo Ruggiero ha liquidato il documento come «un libro dei sogni», pur riconoscendo che l'opposizione «farà tutto il possibile per il bene della città», e ha annunciato l'astensione.
Lo stesso Giacomo Marinaro, aggiunto di diritto al consiglio quale candidato sindaco sconfitto, è intervenuto due volte. Nel primo intervento ha criticato il metodo di relazione dell'amministrazione con le associazioni cittadine - «nascono come funghi», ha osservato - ha chiesto un nuovo brand per la città sul modello della «provincia policentrica» già sperimentata da presidente della Provincia Bat, e ha rivendicato una lunga battaglia sul pronto soccorso, rinviando la dichiarazione di voto. Nel secondo intervento è tornato su illuminazione pubblica, tariffa rifiuti, sicurezza e colonnine elettriche, apprezzando l'approccio dei primi mesi della nuova giunta ma dichiarando comunque un voto di astensione «attenta».
MERRA E CENTRONE: LE ALTRE VOCI DI MINORANZA
Per la lista Guarriello, Raffaella Merra ha chiesto maggiore concretezza su welfare ed emergenza abitativa, citando il caso di una famiglia che vive in un rudere di via Verdi, e ha annunciato l'astensione del gruppo come «apertura di credito» alla nuova amministrazione. Michele Centrone (Trani Libera) ha invece rilevato l'assenza di riferimenti all'agricoltura nel documento, nonostante il settore rappresenti «un pilastro dell'economia tranese», chiedendo un piano straordinario per le strade rurali e un tavolo sulla sicurezza nelle campagne.
