«Liscio come l’odio» è la nuova installazione dell'artista tranese Dario Agrimi, realizzata per la XXX edizione del Festival internazionale di Andria Castel dei Mondi e collocata in piazza Catuma. Una grande struttura metallica racchiude una figura sospesa, legata e avvolta in un tappeto: un’immagine volutamente cruda, pensata per scuotere i passanti e riflettere sull’intolleranza e sull’odio diventati quali elementi della quotidianità.
Agrimi, che vive e lavora fra Trani e Roma e docente all’Accademia di Belle Arti, spiega che il «prigioniero rappresentato nell’opera simboleggia una parte di ciascuno di noi: quella che giudica senza competenze, accetta la propria condizione e rinuncia alla libertà di interrogarsi e migliorarsi. L’opera racconta la vita, invitando a riflettere sulla distanza tra le persone e ciò che accade loro intorno».
Il titolo richiama un odio ormai divenuto «routine», alimentato da social network, televisione, ipocrisia e ignoranza. Le reazioni all’installazione - tra sconcerto, indignazione e rifiuto - sono considerate dall’artista parte integrante dell’opera: «L’importante è che se ne parli», sostiene Agrimi, sottolineando come l’obiettivo sia proprio «provocare una reazione e sensibilizzare».
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Palazzo delle Arti Beltrani di Trani, diretto artisticamente da Niki Battaglia, e il Festival internazionale di Andria Castel dei Mondi, con Francesco Fisfola. L’installazione resterà in piazza Catuma fino al 14 settembre, prima di diventare itinerante e approdare in altri contesti urbani.





