La Regione conferma per il 2027/2028 le 565 autonomie scolastiche pugliesi, senza tagli, ma avvia un percorso di riorganizzazione che riguarda da vicino Trani, ancora caratterizzata da un modello scolastico poco diffuso nel resto della Puglia.
Il piano approvato ieri, sabato 31 ottobre, prevede infatti lo scorporo del plesso «Rocca» dall'istituto comprensivo «Rocca-Bovio-Palumbo» e il suo accorpamento al 1° circolo «De Amicis», che diventerà così un istituto comprensivo, dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di primo grado.
Trani è tra i comuni pugliesi con il maggior numero di istituzioni non ancora verticalizzate: quattro, tra cui tre circoli didattici e la scuola media «Baldassarre». Con questa operazione scendono a tre, mentre restano da riorganizzare il 2° circolo «Monsignor Petronelli», il 4° circolo «Giovanni Beltrani» e la stessa «Baldassarre». La redistribuzione dei plessi è necessaria per rispettare il limite di 1.200 iscritti previsto per i nuovi istituti comprensivi.
Il piano mantiene invariato anche il quadro delle scuole superiori tranesi, che complessivamente contano 2.447 studenti: 749 al «Vecchi», 837 al «De Sanctis» e 861 all'«Aldo Moro». Confermata inoltre la presenza dell'offerta formativa all'interno della casa circondariale, con 67 iscritti alla sezione del «Cosmai» e due punti di erogazione del Cpia «Gino Strada».
Tra le novità figura anche la programmazione dei Poli per l'infanzia, che integrano nidi e scuole dell'infanzia in un percorso educativo da zero a sei anni. Trani è inserita nell'elenco regionale, ma senza una struttura ancora specificata. L'obiettivo della Regione è raggiungere entro il 2030 una copertura del 45 per cento per i bambini sotto i tre anni e del 100 per cento per quelli tra i tre anni e l'età dell'obbligo.
Resta sullo sfondo il calo demografico: le scuole pugliesi registrano quest'anno 494.456 iscritti, il 2,2 per cento in meno rispetto all'anno precedente. Un dato che rende sempre più urgente ripensare l'organizzazione della rete scolastica.
Il calendario è stato rispettato in ogni sua tappa. Scuole e comuni hanno presentato le proposte entro il 18 settembre. Le province e la Città metropolitana le hanno sintetizzate entro il 6 ottobre e l'Ufficio scolastico regionale ha espresso il suo parere entro il 20. Ieri, infine, l'approvazione in giunta. Una puntualità tutt'altro che formale: dal piano dipendono l'orientamento delle famiglie e le iscrizioni all'anno scolastico 2027/2028.
