«La scuola non può essere riorganizzata senza ascoltare chi la vive quotidianamente». Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Andrea Ferri, contesta il piano di dimensionamento scolastico approvato dalla giunta regionale, dopo avere chiesto invano una moratoria di un anno, rinviando gli interventi al 2028/2029.
La richiesta, sostenuta con i sindacati, era motivata dai tempi ristretti, dal mancato coinvolgimento dei territori e dai rischi legati alla creazione di istituti sovradimensionati, con ripercussioni su personale, gestione e offerta formativa.
Ferri segnalava in particolare le situazioni di Trani e Foggia, dove, secondo le organizzazioni sindacali, gli accorpamenti porterebbero rispettivamente a oltre 1.370 e 1.410 alunni, superando il limite regionale di 1.200. A Trani, ricorda, il dimensionamento è stato anche uno dei principali motivi di scontro all’interno della maggioranza comunale, contribuendo alla crisi politica.
Pur riconoscendo il problema del calo demografico, il consigliere ritiene che non possa essere affrontato soltanto attraverso fusioni e accorpamenti. Proponeva invece investimenti nei servizi educativi, ampliamento del tempo scuola, riduzione degli alunni per classe e maggiore attenzione ai territori più esposti alla marginalizzazione.
La proposta era di istituire un tavolo di confronto con scuole, sindacati ed enti locali, avviando dalla primavera del prossimo anno la programmazione per il 2028/2029. «Un anno di moratoria non significa rinunciare alla programmazione, ma concedersi il tempo necessario per realizzarla serenamente con equilibrio e responsabilità».
La giunta regionale, tuttavia, ha deciso di procedere senza rinvii.
