Un processo che - apparentemente - nessuno vuole celebrare, tanto che sarà la Corte di Cassazione a decidere dinanzi a quale Tribunale dovrà essere giudicato l'ex gip tranese Michele Nardi ed altri quattro imputati: l’ispettore di polizia Vincenzo Di Chiaro; l’avvocato Simona Cuomo; Gianluigi Patruno; Savino Zagaria, cognato dell’ex pm tranese Antonio Savasta.
Nardi, arrestato nel gennaio del 2019, è accusato di avere garantito esiti processuali favorevoli in più vicende giudiziarie e tributarie in favore di imprenditori coinvolti nelle indagini dei pm di Trani, in cambio di denaro, gioielli e varie utilità.
Il 18 novembre del 2020 la sentenza di primo grado del Tribunale di Lecce lo aveva condannato a 16 anni e 9 mesi per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari.
Ma il 1mo aprile 2022 quella sentenza è stata annullata dalla Corte di Appello di Lecce, che si è dichiarata incompetente e ha quindi trasmesso gli atti alla Procura di Potenza, ritenendo che il procedimento fosse connesso con quello a carico dell'ex procuratore di Taranto e Trani, Carlo Maria Capristo, indagato nel capoluogo lucano.
Qui però il giudice, che avrebbe dovuto decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio degli indagati, si è dichiarato a sua volta incompetente, affermando che «la competenza a decidere i fatti» era stata «correttamente individuata nel Tribunale di Lecce».
Poiché sono due i giudici che si sono dichiarati incompetenti a giudicare gli stessi imputati, il conflitto di competenza è "negativo" e gli atti devono essere rimessi alla Suprema Corte, che dovrà decidere dinanzi a quale giudice dovrà essere celebrato il processo.
(fonte, Tgr Rai)
