La città di Trani ha registrato una diminuzione del proprio corpo elettorale rispetto alle Europee, perdendo oltre 2.600 elettori, pari a circa il 5,5%. Ma si trattava di elezioni aperte anche a cittadini stranieri ed allora, per un confronto più omogeneo, è più indicativo il dato rispetto alle elezioni politiche del 2022, dove il numero degli elettori a Trani era di 45.229. Il dato attuale per il referendum (45.200) mostra quindi una leggera ma costante flessione anche rispetto a elezioni nazionali che non includono i non residenti. Questa tendenza riflette il progressivo calo demografico della città, che si ripercuote direttamente sulla platea degli aventi diritto al voto.
Intanto, però, una significativa novità è stata introdotta proprio a Trani: per la prima volta nella storia della città, presidenti e segretari delle sezioni elettorali non dovranno più recarsi a Palazzo di Città trasportando fisicamente buste di schede votate, verbali e altro materiale.
Infatti, grazie ad una riorganizzazione del servizio voluta dal segretario generale Francesco Lazzaro e curata dall'ingegnere Valerio Catino, l'Ufficio Elettorale, coordinato da Maria Ciraselli, metterà a disposizione postazioni comunali di deposito atti allestite all'interno di ogni plesso scolastico dove si vota. Questo permetterà la verifica incrociata dei dati con l'apparato informatico comunale direttamente nelle scuole. Se i controlli risulteranno corretti, i componenti dei seggi potranno tornare a casa senza ulteriori incombenze.
Questa nuova modalità risolve due problemi principali della precedente organizzazione:
- Sicurezza dei dati. Prima, schede votate e dati sensibili venivano trasportati senza scorta, con il rischio di smarrimento o compromissione della regolarità dello scrutinio.
- Affollamento e stress. Soprattutto in scrutini più semplici come quello odierno, l'afflusso simultaneo di tutti gli operatori a Palazzo di Città creava un intasamento e un'enorme pressione per il personale comunale e per gli stessi operatori dei seggi, già stanchi.
