Già nel 1656, fra’ Bonaventura da Fasano, scriveva: «Secondo un’antica tradizione, il Crocifisso, collocato in una cappella privata con il massimo decoro, fu ferito al volto e alle gambe da un turco, verso il nostro Redentore; esso avrebbe emesso sangue, e ancora oggi le cicatrici appaiono macchiate di sangue». (Memorabilia Minoritica Provinciae S. Nicolai, Zanetti e Valeri, 1656).
Così, anche stamattina Trani ha onorato l’arrivo del Ss. Crocifisso, pervenuto per mare dal Santuario di Colonna, sul motopeschereccio “Diamante”. La coincidenza con la domenica ha favorito una partecipazione particolarmente numerosa, complice anche il clima mite e il forte senso di appartenenza che accompagna questa ricorrenza. Infatti, numerosi fedeli hanno preso parte alle celebrazioni sin dalle prime ore del mattino: dalle sante Messe delle 7.30 e delle 8.30 fino a quella delle 10, presieduta dall’Arcivescovo nel piazzale di Colonna, alla presenza delle autorità civiche e militari.
Attorno alle 12.40, i fuochi pirotecnici della ditta “Pannella” e la banda musicale “P. Mascagni”, da quest’anno con la dicitura “Città di Trani”, hanno salutato l’arrivo del legno miracoloso. Ad accogliere il Crocifisso, insieme all’Arcivescovo e al Capitolo Cattedrale, erano presenti la Confraternita di San Nicola Pellegrino, la Confraternita di Sant’Anna e i rappresentanti delle confraternite cittadine. Dopo lo sbarco, ha preso avvio la processione solenne che, snodandosi lungo alcune delle principali vie del centro, tra cui corso Vittorio Emanuele, si è conclusa alle 14:15 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni, dove la reliquia resterà custodita per alcuni giorni. Grande partecipazione lungo tutto il percorso, con momenti particolarmente significativi come la sosta sul porto, davanti alla statua di San Nicola Pellegrino, per l’affidamento della città. Un rito che si rinnova ogni anno e che continua a coinvolgere profondamente la comunità.
Per la prima volta, il Crocifisso è stato portato in processione dal nuovo rettore del Monastero di Colonna, don Michele Caporusso, sacerdote tranese e parroco dello Spirito Santo. La sua spontanea emozione, si è anche notata sui volti dei membri del nuovo comitato feste patronali guidato dal presidente Gianfranco di Toma. Diverso dicasi, invece, per l’amministrazione civica che, con questo rito esterno, conclude la partecipazione alle ricorrenze religiose, alla presenza dell’uscente sindaco Avv. Amedeo Bottaro.
La fede dei tranesi si riscopre assai significativa il 3 maggio, in una data che intreccia diverse ricorrenze, che fanno contorno all’affermazione di s. Pio da Pietrelcina: «Trani è fortunata perché, per ben due volte, il sangue di Cristo ha bagnato la sua terra». Difatti, in questo giorno ricorrono tre eventi: nel 1480 l’evento prodigioso del Crocifisso di Colonna; nel 1706 la dedicazione al Ss. Salvatore della chiesetta costruita dove l’ostia divenne carne (Miracolo Eucaristico di Trani) e, in ultimo, nel 1991 la nascita di Carlo Acutis, visitatore di Trani, oggi eletto santo. Agli inizi di maggio, quindi, la Città si riscopre “Città Eucaristica”, perché legata a degli avvenimenti che riportano direttamente a Nostro Signore.
La città potrà godere della sosta del Crocifisso a S. Giovanni, sino al 7 di maggio quando, a seguito della solenne celebrazione tenuta da Mons. Leonardo D’Ascenzo in Cattedrale, alle ore 20 una via Lucis riaccompagnerà il legno sacro a s. Maria di Colonna, accompagnata dalle realtà ecclesiali locali: confraternite, associazioni, gruppi scout, l’Unitalsi e l’intera cittadinanza.
Un momento che conferma la volontà della comunità di riscoprire le proprie radici e il valore della fede, tramandati nel tempo con forte identità civica e religiosa.




