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Calcio storico, 2 maggio 1965 un colpo di testa vale la salvezza: Trani 1-0 Bari

Carlo Del Negro racconta il calcio come memoria viva: non solo cronaca, ma emozione, identità e storia condivisa, capace di trasformare una partita in un ricordo collettivo. Accadde oggi, 2 maggio 1965: nel campionato di Serie B 1964/65 il Trani supera 1-0 il Bari in un derby combattuto e segnato dal vento di tramontana. Decide al 90’ Cosmano, regalando ai tranesi una vittoria fondamentale per la salvezza e condannando i baresi verso la Serie C. Una partita bloccata per 89 minuti, esplosa all’ultimo respiro in un boato che resta nella memoria della città.

Accadde oggi: 2 maggio 1965
Campionato 1964/1965 Serie B
TRANI-BARI 1-0
Arbitro: Francesco De Robbio di Torre Annunziata
Rete: 45’ s.t. Cosmano
Note: giornata caratterizzata da un forte vento di tramontana; spettatori 21.000 circa con larga rappresentanza di sostenitori baresi (oltre 2.000); calci d’angolo 5-4 in favore del Bari.
TRANI: Biggi, Crivellenti, Galvanin; Pappalettera, D'Elia, Bazzarini; Arfuso, Bitetto, Barbato, Lombardo, Cosmano
All. Felice Arienti
BARI: Mezzi, Baccari, Panara; Tacchini, Magnaghi, Carrano; De Nardi, Fernando Puglia, Siciliano, Giannini, Cicogna
All. Francesco Capocasale
Il Trani vince il derby contro il Bari con una rete al 90’ del barese Cosmano ed ipoteca la salvezza. Viceversa spinge i galletti verso una sempre più probabile Serie C. Nel giuoco del calcio non ci sono alchimie tattiche che tengano: vince chi corre di più e chi ci crede di più. Tutto il resto viene spazzato via dal forte vento di tramontana, che quest’oggi sferzava il Comunale di Trani ed al quale si sono aggrappati i tifosi baresi per giustificare la loro umiliante sconfitta.  Ma la domanda sorge spontanea: ma il vento non soffia un tempo in favore dell’una ed un tempo in favore dell’altra squadra? Non ai posteri, ma ai presenti sugli spalti, la nemmeno così ardua sentenza. Il Trani con un atteggiamento pragmatico non lascia spazio a recriminazioni di sorta; il suo approccio alla gara è ingannevole: lascia credere all’avversario di temerlo e di lasciargli l’iniziativa invece lo aspetta al varco e lo colpisce “a tradimento”, cioè quando meno se l’aspetta; che sia il 1’ di gioco o il 90’. Facile adesso elogiare i singoli, uno per uno, oppure enfatizzare le gesta che hanno caratterizzato l’intero arco del campionato. Sta di fatto che il Trani sciorina un calcio da manuale, nella sua accezione propriamente detta ed oggi ne ha fatto le spese un Bari fin troppo remissivo, che sperava fino all’ultimo di portare a casa un pareggio, che molto probabilmente non sarebbe servito a salvarlo dalla serie C. Il Trani si crogiola e si tiene stretto questa e tutte le altre vittorie di prestigio del campionato, ad incominciare da quella contro il Napoli (1-0) ed i risultati utili conseguiti con tutte e tre le squadre che sono salite in Serie A. Exploit che hanno finito per attirare le attenzioni della stampa a tiratura nazionale e di descrivere il Trani e la città di Trani come l’isola felice, dove il calcio diventa fenomeno sociale e lo Stadio il foyer di un teatro. Della partita di oggi vi risparmio la cronaca degli 89’ di gioco che hanno preceduto la rete di Cosmano, giacché il gioco è ristagnato prevalentemente a centrocampo e nessuna delle due squadre voleva prestare il fianco all’avversario. Vi racconterò, come in una radiocronaca, l’ultimo minuto (dal 44’ al 45’) quello in cui si materializza la rete del Trani: mancano sessanta secondi al fischio di chiusura; il Bari in possesso di palla effettua un lungo rilancio verso l’area di rigore tranese dove però non c’è nessun attaccante barese pronto a raccogliere la sfera; sullo spiovente interviene Crivellenti, che di testa, serve Bazzarini appostato in posizione avanzata; sopraggiunge sulla fascia laterale destra del campo Arfuso, che servito sulla corsa da Bazzarini si invola in velocità, supera il marcatore diretto Panara, indi scodella al centro un traversone che scavalca la difesa barese, ma non Cosmano, che in perfetta elevazione ed un altrettanto perfetto colpo di testa mette la la palla alle spalle del portiere Mezzi. Rete. Ha segnato il Trani. Il Trani si è portato in vantaggio proprio all’ultimo assalto alla porta barese; allo scadere del tempo; ad una manciata di secondi dalla fine della partita. Lo stadio è una bolgia infernale. Alla rete di Cosmano è  esploso in un fragoroso boato che non accenna ad attenuarsi e si fonde con il triplice fischio finale dell’arbitro Gastone Roversi di Bologna. Tutti in piedi in una standing ovation spontanea per i calciatori tranesi; mesto rientro negli spogliatoi di quelli baresi a capo chino. Gli spettatori di fede tranese non stanno più nella pelle per la gioia ed urlano a squarciagola Tra-ni Tra-ni; orgogliosi della loro squadra, orgogliosi della loro città, orgogliosi di loro stessi, consapevoli di essere testimoni di un momento indelebile nella memoria collettiva della città, depositari di una storia da poter raccontare e poter dire un giorno: io c’ero.


Carlo Del Negro

 
 
 

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