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Comunali, de Feudis dalla rinuncia al controllo: «Il mio osservatorio giuridico non farà sconti ad alcuno»

Sebastiano de Feudis, l'ex candidato sindaco che si era ritirato dalla corsa prima ancora del deposito delle liste, rompe il silenzio e annuncia la costituzione di un Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione: «Non sono il sindaco e non sarò il sindaco - afferma - ma sarò il contraltare vero del governo della Città».

IL SILENZIO E LA CITTÀ

Quello che de Feudis ha scelto di coltivare nei giorni successivi al suo passo indietro è stato, a suo dire, un silenzio tutt'altro che vuoto. «Ho sentito la reazione della mia Città al ritiro della candidatura a Sindaco e, permettetemi di dirlo pubblicamente, ne sono orgoglioso - dichiara - vedere una lettura lucida della mia scelta, quale atto politico deliberato e necessario, da parte della gente, ha solo confermato quello di cui sono sempre stato convinto: Trani comprende, ed oggi pretende, molto più di quello che la politica crede».

Una lettura, la sua, che non lascia spazio a interpretazioni di comodo. Il ritiro non fu una resa, ma una scelta di coerenza, maturata dinanzi a un contesto che, stando alle sue parole, aveva rivelato «con precisione la sua reale consistenza». La politica, però, avrebbe preferito ignorarne il significato: «Non sarei mai andato avanti - taglia corto - barattando la mia battaglia di valori per una scaramuccia di poltroncine, con buona pace di molti».

LA CAMPAGNA E LE SUE FRAGILITÀ

Quanto è accaduto immediatamente dopo il suo ritiro, secondo de Feudis, non ha fatto che rafforzare quella consapevolezza. La campagna elettorale ha mostrato, a suo avviso, «una serie di criticità strutturali che non potevano non esplodere» e che questa volta sarebbero state colte e giudicate appieno da una città che definisce attenta e lucida.

Il giudizio sulle coalizioni in campo è severo e senza attenuanti. «Si sono distinte per fragilità interne, divisioni e assenza di visione e di progetti - sostiene - hanno scelto di proteggere sé stesse, non la gente». Al loro interno, a suo dire, hanno contato di più «le logiche di appartenenza, i posizionamenti per la futura gestione del piccolo potere ed i personalismi» rispetto alla capacità di governo e al metodo rigoroso. Il regime di autotutela, aggiunge, «per la gente, è adesso del tutto evidente».

NESSUN ENDORSEMENT

Da questa premessa discende, con una certa linearità, la scelta di non sostenere alcuno dei candidati rimasti in corsa. «L'allineamento a percorsi che non rispettano il metodo che considero imprescindibile - spiega - sarebbe contrario al senso stesso del mio impegno pubblico». Restare parte di quello scenario, è la sua conclusione, sarebbe stato incoerente.

L'OSSERVATORIO

Il progetto che de Feudis annuncia è quello di un Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione, che definisce come «un presidio indipendente e rigoroso, finalizzato alla valutazione degli atti, dei processi decisionali e dei risultati dell'azione amministrativa». Un punto di controllo stabile e competente, nelle sue intenzioni, capace di restituire ai cittadini «un'analisi fondata su criteri tecnici e non su convenienze politiche».

La formula con cui sintetizza la sua visione del governo è quella che ha accompagnato, a suo dire, l'intero percorso: «Il governo non è un titolo, è un metodo. E il metodo, quando è serio, non dipende da una poltrona». Insieme alla sua squadra di tecnici e a tutti coloro che vorranno farne parte, si propone di essere «il contraltare vero del governo della Città, quello al quale la politica dei palazzi dovrà rendere seriamente conto». Con una chiosa che suona come un impegno pubblico a tutti gli effetti: «Io, quando prendo un impegno, lo porto avanti fino in fondo ed i compromessi, spiace per qualcuno, non mi appartengono».


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