«Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l'Italia che cambia nell'era dell'intelligenza artificiale». È con questo appello che Cgil, Cisl e Uil della Bat danno appuntamento alla cittadinanza per il Primo Maggio a Trani, dove a partire dalle ore 10.30 si terrà in piazza della Repubblica la manifestazione provinciale del lavoro. Al centro, il tema della dignità occupazionale, in una provincia in cui donne e giovani continuano a pagare il prezzo più alto di un mercato del lavoro che stenta a offrire prospettive reali.
LA FERITA DELL'OCCUPAZIONE FEMMINILE
Il divario tra occupazione maschile e femminile nella provincia di Barletta - Andria - Trani è uno dei più marcati dell'intero Mezzogiorno. Non si tratta di una sfumatura statistica, ma di una ferita aperta nel tessuto sociale ed economico di questo lembo di Puglia: un fenomeno alimentato dalla carenza cronica di servizi, dal peso dei carichi familiari che ricade quasi interamente sulle spalle delle donne, dalla precarietà contrattuale, da salari strutturalmente più bassi e da opportunità che, semplicemente, non vengono offerte.
È una condizione che impoverisce non solo chi la subisce, ma l'intera comunità. Un sistema che rinuncia a valorizzare metà della propria forza lavoro non può dirsi né giusto né efficiente, e il saldo di questa rinuncia si misura in termini di crescita mancata, di autonomia negata, di vite costrette entro confini che il resto d'Europa ha da tempo superato.
IL GRIDO DEI GIOVANI
Sul fronte giovanile, lo scenario non è meno preoccupante. Nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 39 anni, il tasso di occupazione della Bat è tra i più bassi non solo in Italia, ma nell'intero continente europeo. All'interno della Puglia, la provincia si colloca all'ultimo posto: un primato negativo che non ammette letture consolatorie.
Troppi giovani sono costretti a scegliere tra la partenza e la rinuncia. Chi va, impoverisce il territorio di energie e competenze che non torneranno; chi resta, spesso lo fa in condizioni di sottoccupazione o di inattività forzata. Il risultato è un sistema che disperde ciò che ha di più prezioso, tradendo le aspettative di una generazione che ha studiato, si è formata e chiede soltanto di poter contribuire.
IL PRIMO MAGGIO A TRANI
È in questo contesto che le tre sigle sindacali hanno scelto Trani come palcoscenico della manifestazione provinciale. Dal palco di piazza Della Repubblica si alterneranno le voci di lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati, Francesco Di Leo, segretario Csc Uil, e Michele Valente, segretario generale Cgil Bat. Le conclusioni saranno affidate ad Antonia Sinisi, segretaria territoriale Cisl Bari-Bat.
Il filo conduttore degli interventi sarà il «lavoro dignitoso», una formula che, in questa fase storica, suona tutt'altro che retorica. Il lavoro precario, sottopagato e insicuro rischia di radicarsi in modo permanente nel tessuto sociale; i contratti pirata alimentano nuove forme di sfruttamento; l'intelligenza artificiale avanza senza che siano ancora state definite regole condivise e contrattate tra le parti.
«Dignità delle persone, della qualità dell'occupazione, ruolo democratico delle relazioni industriali e della rappresentanza - concludono i sindacati - sono queste le priorità da cui ripartire, insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione». Un appello, quello di Cgil, Cisl e Uil, a rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito e contrattualizzato, «come leva essenziale di giustizia sociale e per governare in modo equo i cambiamenti in atto, generando coesione e crescita».
