«Un invito a stare a tu per tu con la memoria, storica e personale, senza negarla, ma affrontandola con correttezza e spirito critico». Con queste parole Marco Curci - attore, coregista e unico interprete in scena - sintetizza l’obiettivo di “Mussolini – Ultima notte a Dongo”, lo spettacolo monologico in programma sabato 23 maggio al Teatro Mimesis di Trani, in via Pietro Palagano 53, con doppio turno alle 18:00 e alle 20:00.
Liberamente tratto dall’omonimo libro di Enza Piccolo, l’adattamento è firmato da Curci insieme a Rosa Centola: giovani artisti pugliesi da anni impegnati nel campo del teatro, che scelgono di misurarsi con uno dei nodi irrisolti della coscienza italiana. Non tanto la figura di Mussolini in sé, quanto la paura collettiva di fare i conti con la propria memoria - storica e individuale - è al centro del lavoro. L’iniziativa gode del patrocinio della Società Dante Alighieri e dell’Unesco.
Il meccanismo drammaturgico si sdoppia su due piani. Da un lato, un Mussolini demitizzato e oscenamente umano, recluso a Dongo nella notte che precede la fucilazione, accanto all’amante Clara Petacci, nel tentativo di ricostruire dove tutto sia andato storto. Dall’altro, Marco La Fata, un giovane barbiere che scopre come il nonno - di cui ha ereditato il salone - fosse il depositario delle memorie del dittatore, suo cliente abituale. Il punto di contatto fra i due piani è il monito che Mussolini stesso aveva lanciato e che Curci pone al centro della riflessione: «Io non ho creato il fascismo. L’ho tratto dall’inconscio degli italiani». Il problema, dunque, è più intimo e generalizzato di quanto si sia soliti ammettere, e forse neppure piazzale Loreto ci assolve del tutto.
Enza Piccolo, nel testo che ha ispirato lo spettacolo, ricorda come il referendum del 2 giugno 1946 e la Costituzione abbiano tentato di segnare una cesura con il passato, ma avverte che l’orrore, a distanza di tempo, tende a ripetersi con analogie inquietanti: essere indifferenti al dolore altrui, sostiene, ci rende complici di crimini contro l’umanità. Il lavoro di Curci e della Centola non aspira né ad assolvere né a condannare, ma a sollecitare uno sguardo onesto su ciò che si preferisce rimuovere.
Lo spettacolo ha una durata di circa un’ora. L’accesso è su invito con contributo libero e volontario. La prenotazione è obbligatoria; gli inviti si ritirano presso la libreria La Luna di Sabbia, in via Pagano 193. Per informazioni e prenotazioni: 3472538521.

