«Noi fermati, ma il degrado resta. Vogliamo chiarezza». Con queste parole Giuseppe Vitofrancesco, rappresentante legale di Burgò, riassume lo sfogo dei quattro food-truck di piazza Marinai d'Italia - Burgò, Saraghina, Big Red e Randagio - la cui attività è stata interrotta nella serata di venerdì 14 agosto, alla vigilia di Ferragosto, da un controllo della Polizia Locale.
IL CONTROLLO ALLA VIGILIA DI FERRAGOSTO
L'operazione, che i quattro gestori definiscono «un dispiego di forze esagerate», ha impedito ai food-truck di lavorare proprio nella giornata più importante dell'intera stagione estiva dal punto di vista economico. Vitofrancesco rivendica la correttezza della categoria: «Siamo semplici lavoratori che, ogni giorno, nonostante le molteplici difficoltà, investiamo, sosteniamo spese, paghiamo tasse e contributi, cercando semplicemente di vivere il nostro lavoro. Non chiediamo privilegi, ci mancherebbe, ma solamente di poter lavorare nel rispetto delle regole, con autorizzazioni e indicazioni chiare da parte delle istituzioni».
Nella documentazione consegnata agli operatori viene richiamata la delibera di consiglio comunale n. 52 del 2026, che disciplina l'individuazione e l'utilizzo dei posteggi fuori mercato, stabilendone criteri e limiti temporali per le occupazioni. Proprio su questo punto insiste Vitofrancesco: «Riteniamo necessario che le regole vengano applicate in modo chiaro, uniforme e programmato. Dobbiamo avere la possibilità di conoscere per tempo le condizioni necessarie per continuare la nostra attività».
A rendere ancora più pesante la vicenda è la tempistica: il controllo è scattato proprio nel pieno della stagione estiva, in una giornata imprescindibile per l'economia delle quattro attività. «Siamo ben consapevoli dell'importanza dei controlli - precisa Vitofrancesco - ma riteniamo altrettanto opportuno che ci siano chiarezza, dialogo e programmazione. Non possiamo trovarci improvvisamente impossibilitati di esercitare il nostro mestiere».
LE CONDIZIONI DI PIAZZA MARINAI D'ITALIA
Ad aggravare il clima, secondo i gestori dei food-truck, c'è lo stato dei luoghi. La zona, documentata da alcuni scatti allegati alla presa di posizione dei quattro operatori, restituisce «strutture deteriorate, materiali abbandonati, degrado allo stato puro». Vitofrancesco lamenta che, nonostante questo scenario, «qualcuno ci ha accusato di abbandono di rifiuti e di residui alimentari, appellandoci come inquinanti del suolo pubblico».
Un esempio, fra tutti, riguarda i servizi igienici della zona adiacente alla piazza: pur essendo stati realizzati per donne, uomini e bambini, non sono mai stati aperti. Un dettaglio che, secondo i quattro gestori, contribuisce a rafforzare lo stato di degrado del luogo in cui lavorano ogni giorno.
LA RICHIESTA DI CHIAREZZA
Le attività chiedono ora un confronto immediato e trasparente con l'amministrazione, per chiarire l'applicazione delle nuove disposizioni e individuare una soluzione che permetta loro di continuare a lavorare nel rispetto delle regole. «Finora ci abbiamo provato - ricorda Vitofrancesco - ma abbiamo trovato un muro di gomma, fatto di buone intenzioni ma zero risultati, con ulteriori aggravi di spese. Noi non siamo contro i controlli - ammette Vitofrancesco - che andrebbero fatti in maniera uniforme, senza colori politici, ma siamo contro l'incertezza. Chiediamo solamente di poter lavorare».






