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«Trani è bellissima, ma la bellezza va custodita anche di notte»

Nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 agosto 2026, poco dopo la mezzanotte, io e Massimiliano Deliso abbiamo assistito dalle finestre di casa a una scena tanto assurda quanto potenzialmente pericolosa.

In via Aldo Moro, all’incirca nei pressi del civico 55, un sacchetto era rimasto sospeso a un cavo sopra la strada. Dal nostro punto di osservazione non potevamo capire che cosa contenesse, come fosse stato agganciato o chi ce lo avesse messo. Non voglio inventare spiegazioni né fare processi alle intenzioni. Potrebbe essere stata una bravata, oppure potrebbe esserci stata un’altra causa. Questo, semplicemente, non lo sappiamo.

Quello che abbiamo visto, però, è che alcuni giovani in moto hanno cominciato a farlo oscillare da una parte all’altra, passandogli vicino e schivandolo. Anche le automobili, quando il sacchetto invadeva parte della corsia, erano costrette a spostarsi. Per qualche minuto una strada normale si è trasformata in una specie di percorso a ostacoli, con un rischio evidente per chi passava e per gli stessi ragazzi.

Poco dopo sono arrivati i Vigili del Fuoco. Sono intervenuti con rapidità, hanno raggiunto il punto in cui il sacchetto era rimasto agganciato e lo hanno rimosso. A loro va il nostro ringraziamento. È giusto segnalare ciò che non funziona, ma è altrettanto giusto riconoscere quando le istituzioni e i servizi chiamati a intervenire rispondono con tempestività.

Non voglio gonfiare questo episodio. Non è una grande vicenda di cronaca e non deve diventarlo. Ma le città si giudicano anche dalle cose piccole. Dalla possibilità di attraversare una strada senza dover schivare un ostacolo. Dal rispetto del riposo di chi abita sopra una via trafficata. Dal modo in cui usiamo il clacson, lasciamo acceso un motore durante una sosta, parcheggiamo, guidiamo un motorino o trattiamo uno spazio che appartiene a tutti.

Trani è una città bellissima. Lo sappiamo noi che l’abbiamo scelta e lo sanno i tanti visitatori che se ne innamorano. Il mare, la pietra chiara, il porto, le sere d’estate e la sua misura umana sono un patrimonio enorme. Ma amare una città non significa guardare soltanto la cartolina. Significa occuparsi anche delle strade meno fotografate, degli incroci, dei marciapiedi, del rumore notturno e della sicurezza quotidiana. La bellezza, quando non è accompagnata dalla cura, rischia di diventare soltanto uno sfondo.

In quella zona, soprattutto nelle sere estive, una presenza più visibile e continuativa della Polizia Locale e delle altre forze preposte ai controlli sarebbe utile. Non sto invocando una città militarizzata e non penso che si possa mettere un agente a ogni angolo. So bene che servono personale, mezzi e organizzazione. Ma tra l’assenza percepita e l’idea irrealistica del controllo totale esiste una strada ragionevole: pattugliamenti mirati, attenzione alle ore e ai punti più critici, risposte rapide alle segnalazioni e prevenzione.

Poi c’è la cultura civica, che è il lavoro più lungo. Nessuna pattuglia può sostituire l’educazione, l’esempio degli adulti, il ruolo delle famiglie, delle scuole, delle associazioni e degli stessi esercizi commerciali. Però non dobbiamo trasformare il controllo e l’educazione in due alternative. Servono entrambi. La cultura cambia i comportamenti nel tempo; una presenza istituzionale adeguata protegge le persone oggi.

Trani ha da poco una nuova amministrazione comunale. La guardo con una fiducia vigile e leale. Non è una dichiarazione di appartenenza politica, ma il desiderio semplice che chi governa questa città riesca a fare bene. Ogni nuova amministrazione merita il tempo necessario per lavorare, ma anche segnalazioni puntuali, proposte e collaborazione da parte dei cittadini. La fiducia non consiste nel tacere i problemi. Consiste nel parlarne senza pregiudizio, senza aggressività e con la disponibilità a contribuire alle soluzioni.

Anche questo è il senso del nostro impegno con TerraMare Nexus. Non fare allarmismo, non usare ogni episodio per attaccare qualcuno, non trasformare una segnalazione in una bandiera politica. Osservare, documentare, riferire con correttezza e chiedere che anche le piccole criticità vengano prese sul serio, prima che possano provocare conseguenze più gravi.

Quel sacchetto è stato rimosso e la strada è tornata libera. Bene. La domanda che resta è più ampia: quanto siamo disposti, istituzioni e cittadini, a prenderci cura della città anche quando non c’è un grande evento o un riflettore acceso?

Trani possiede già la bellezza. Ora dobbiamo renderla, giorno dopo giorno, anche più ordinata, più rispettosa, più vivibile e più sicura. È un lavoro che spetta all’amministrazione, ma, in una parte diversa, spetta anche a ciascuno di noi.

Renzo Samaritani Schneider
(TerraMare Nexus)


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