«Non vi scriviamo per metterle in mostra». Comincia così la lettera con cui una mamma ha voluto raccontare il gesto spontaneo di sua figlia ed altre due bambine, che in una mattina di mare nei pressi di un lido a ponente hanno scelto di raccogliere i rifiuti abbandonati sulla spiaggia libera anziché dedicarsi soltanto al bagno e al gioco.
Protagoniste della vicenda sono Adelaide, di 8 anni, e Claudia e Nicole, entrambe di 5 anni. Senza che nessuno lo suggerisse loro, le tre bambine hanno deciso di raccogliere plastica, vetri e altri rifiuti lasciati sull'arenile da chi il mare, evidentemente, non lo rispetta. Un gesto piccolo, se guardato con gli occhi distratti dell'adulto, ma carico di un significato che la madre di una di loro ha voluto condividere con la nostra redazione.
«Il nostro desiderio - ha scritto la donna - è quello di avvicinarle al volontariato, iscrivendole ad associazioni che si occupano della tutela dell'ambiente, affinché questo loro entusiasmo possa crescere». Un proposito che nasce direttamente dall'iniziativa delle bambine e che la famiglia intende ora coltivare, offrendo loro la possibilità di trasformare un episodio estivo in un percorso più strutturato di impegno civile.
La donna ha comunque tenuto a chiarire che l'intento della lettera non è quello di esporre le tre bambine, quanto piuttosto di lanciare un messaggio agli adulti. «Ci piacerebbe - ha spiegato - che il loro esempio fosse condiviso per lanciare un messaggio importante: se dei bambini così piccoli hanno già capito che i rifiuti non si abbandonano a terra e che l'ambiente va rispettato, allora anche noi adulti dovremmo dare il buon esempio». Una considerazione amara, dettata dall'esperienza quotidiana di chi frequenta le spiagge libere e si trova, suo malgrado, a fare i conti con l'inciviltà di alcuni bagnanti.
«Spesso, purtroppo, accade il contrario», ha aggiunto la mamma, riferendosi a quella tendenza, ancora troppo diffusa, a considerare la spiaggia un luogo dove tutto è concesso, comprese le condotte più irrispettose nei confronti dell'ambiente marino e costiero.
La speranza della famiglia è che il gesto delle tre bambine non resti un episodio isolato, ma diventi lo spunto per una riflessione più ampia. «Speriamo che questo gesto possa sensibilizzare tante persone - ha concluso - e ricordare che il rispetto per il mare e per la natura parte dai piccoli gesti di ciascuno di noi».

