«Troppo buio, abbiamo paura». È il pensiero (ma solo pensiero, perché ufficialmente nesusno ne parla) che in molti, in questi giorni, stanno maturando transitando ed osservando il tratto di via De Robertis compreso fra corso Matteo Renato Imbriani e la sede ferroviaria, sprofondato nel buio più totale a causa della rimozione dei pali e delle lampade della pubblica illuminazione che insistevano lungo il marciapiede adiacente parco Petrarota.
Infatti, tutto è stato completamente rimosso a causa del cantiere che coinvolge lo stesso giardino, il cui muro di cinta è stato nel frattempo smontato e sarà poi rimontato in arretramento.
Un'operazione necessaria, quella legata ai lavori, ma che nel frattempo ha prodotto una conseguenza tutt'altro che secondaria: l'assenza totale di illuminazione lungo un tratto di strada che, in queste settimane, si aggiunge a un'altra criticità ormai nota.
Dal 31 agosto, giorno in cui chiuderà per sempre il passaggio a livello nei pressi delle barriere ormai pronte per la rottamazione, l'attraversamento della sede ferroviaria dovrà infatti avvenire attraverso un servizio sostitutivo di navetta, di cui la civica amministrazione non ha ancora comunicato modalità e tempi.
In questo contesto, il problema del buio si somma a quello della viabilità in trasformazione, e riguarda da vicino la sicurezza dei cittadini, specie durante le ore serali. Si tratta di un buio pesto, capace di mettere in difficoltà chiunque si trovi a percorrere quel tratto, soprattutto di notte e in solitudine.
Nessuno, finora, sembra averr segnalato il problema alla civica amministrazione, e allora lo facciamo noi. Nell'epoca in cui tutti parlano di sicurezza, ma pochi la traducono in proposte concrete, occorre chiedersi cosa si possa fare per garantirla realmente.
Non sappiamo se Amet sia in grado di realizzare nuovi punti luce durante la fase che va da oggi fino alla consegna dell'opera conclusa, ma si potrebbe forse anche trovare un'intesa con il condominio adiacente, per installare una lampada al suo esterno e risarcire le relative spese allo stesso complesso residenziale.
L'importante è che il problema non venga trascurato: la sera, in quel tratto, è davvero troppo buio, e così, francamente, non va bene. Anche se dal 31 agosto si chiude: lì c'è anche chi ci vive, e ha li stessi diritti di tutti gli altri cittadini.
