Sit-in questa mattina davanti a Palazzo di Città. Cartelli e firme per chiedere di fermare lo scorporo del plesso Giustina Rocca dal comprensivo Rocca-Bovio-Palumbo-D’Annunzio : «Sindaco Galiano, faccia un passo indietro, rispetti la nostra scuola!». È il messaggio che questa mattina ha accompagnato la protesta dei genitori del comprensivo, scesi in piazza per manifestare la propria contrarietà all’ipotesi di accorpamento del plesso Giustina Rocca al De Amicis. La presidente del Consiglio d’Istituto Concetta Lippolis: «Scorporare il plesso significherebbe distruggere un lavoro costruito in questi anni»
Una protesta nata dalla volontà di chiedere all’amministrazione comunale di ritirare la proposta e di aprire un confronto con la comunità scolastica. A rappresentare la posizione dell’istituto è stata Concetta Lippolis, presidente del Consiglio d’Istituto Rocca-Bovio-Palumbo-D’Annunzio, che ha ribadito le ragioni della mobilitazione.
«Oggi siamo qui in questo sit-in dinanzi al Comune per chiedere che questa proposta venga ritirata», ha spiegato Lippolis, sottolineando come le motivazioni siano legate innanzitutto all’offerta formativa dell’istituto. «A livello didattico la nostra scuola offre numerose attività e opportunità ai nostri alunni, ma anche a livello culturale e pedagogico presta quotidianamente attenzione al benessere e alla crescita dei ragazzi».
Particolare rilievo è stato dato alle attività musicali. L’istituto dispone infatti di un percorso musicale che coinvolge i plessi Rocca e Bovio e diverse sezioni. «Abbiamo un’orchestra, un indirizzo musicale che funziona benissimo –ha spiegato la presidente – scorporare tutto questo significherebbe distruggere quello che in questi anni è stato costruito con fatica e dedizione, soprattutto dai ragazzi che quotidianamente studiano uno strumento musicale».
Accanto alla musica, Lippolis ha richiamato anche le esperienze internazionali realizzate dall’istituto attraverso i progetti Erasmus, considerati un ulteriore elemento qualificante dell’offerta formativa. «La nostra scuola si adopera per offrire ai ragazzi opportunità di scambio culturale tra nazioni», ha sottolineato.
La presidente ha poi posto l’accento sulla recente costituzione dell’istituto comprensivo, nato appena due anni fa. «Chiediamo almeno di avere una continuità triennale. Farlo l’anno prossimo significherebbe distruggere un lavoro fatto con fatica in questi due anni». Sul possibile ridimensionamento, Lippolis non esclude che il tema possa essere affrontato in futuro, ma contesta l’ipotesi attuale: «Noi speriamo di no, perché il nostro istituto ha tutte le carte in regola per proseguire. Abbiamo 1.170 alunni e siamo in linea con i parametri stabiliti dalla Regione». La presidente ha quindi ribadito la necessità di un confronto diretto con l’amministrazione comunale. «Finora non abbiamo avuto modo di parlare con l’amministrazione. Oggi ho chiesto un incontro con il sindaco e speriamo che sia disponibile a incontrarci e a discutere di questa situazione».
Nel frattempo, la comunità scolastica continua a sostenere la propria posizione anche attraverso la raccolta firme, che ha raggiunto 1.182 sottoscrizioni, un numero superiore agli stessi 1.170 alunni dell’istituto.
La protesta di questa mattina, dunque, non rappresenta soltanto una contestazione all’ipotesi di accorpamento, ma la richiesta di tutelare un percorso scolastico costruito negli ultimi anni. «Noi parliamo di quello che ci è stato proposto oggi», ha concluso Lippolis, lasciando aperta la discussione sul futuro della rete scolastica cittadina ma chiedendo che, prima di qualsiasi decisione, venga ascoltata la voce delle famiglie e della comunità scolastica.








