Sei anni e otto mesi di reclusione per Alessandro Corda e tre anni e otto mesi per Rosa Fiore: sono le condanne inflitte dal Gup del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna, al termine del rito abbreviato per un procedimento per estorsione aggravata dal metodo mafioso. La persona offesa e il Comune di Trani si sono costituiti parte civile.
La sentenza riguarda soltanto Corda e Fiore. Per gli altri quattro imputati il procedimento prosegue con rito ordinario davanti al Tribunale di Trani, con l'audizione della persona offesa prevista a ottobre.
Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Bari, l'inchiesta ha fatto luce sulle pressioni esercitate nei confronti di un imprenditore, già vittima di usura e successivamente costretto a versare denaro ai suoi creditori. Corda avrebbe inizialmente preteso 5.000 euro per un'intermediazione sulla situazione debitoria, trattenendo anche una Maserati, restituita dopo un ulteriore pagamento di 5.000 euro. In seguito, insieme agli altri imputati, avrebbe imposto alla vittima il pagamento di 30.000 euro, dei quali circa 8.000 sarebbero stati effettivamente riscossi tra agosto 2024 e marzo 2025.
Le intimidazioni sarebbero avvenute anche attraverso telefonate dal carcere di Napoli-Poggioreale, facendo riferimento alla possibilità di ricorrere a «gente pericolosa che non ha pietà». A Corda, già condannato definitivamente per associazione mafiosa in relazione al clan Capriati e per omicidio, è contestato anche l'utilizzo indebito di telefoni cellulari durante la detenzione, oltre alla recidiva. È stato difeso dagli avvocati Carlo Russo Frattasi e Domenico Loprieno, mentre Fiore da Rossella Disabato.
Il processo ordinario riguarda Giuseppe Vitolano, Francesco Cirillo e Nicola Corda, tutti accusati in concorso di estorsione aggravata dal metodo mafioso, e Natascia Petruzzelli, alla quale è contestata la ricettazione di somme di provenienza illecita. I fatti contestati si collocano complessivamente tra giugno 2024 e marzo 2025.
