Si è conclusa la XX edizione della Settimana Medioevale, manifestazione curata dall’Associazione Culturale Trani Tradizioni, che ancora una volta ha regalato al pubblico una serata ricca di storia, spettacolo e tradizione trasformando il centro storico della città in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Una rievocazione che è diventata negli anni uno degli appuntamenti più attesi dell’estate tranese.
L'edizione 2026 ha dovuto fare i conti con una difficoltà importante: l'indisponibilità di piazza Re Manfredi a causa di concomitanti lavori. Una circostanza che, tuttavia, non ha fermato l'impegno degli organizzatori e non ha ridotto la qualità della manifestazione.
Come ha dichiarato sul palco il sindaco Galiano: «merito all'associazione che ha saputo trasformare un problema con un atto di creatività».
La scelta di valorizzare altri luoghi simbolo della città ha consentito l'opportunità di offrire al pubblico un programma ugualmente ricco, confermando la capacità di Trani Tradizioni di rinnovarsi e di adattarsi senza perdere l'identità dell'evento.
La serata conclusiva ha preso il via nella nuova piazza Gradenigo, dove l'attenzione del pubblico è stata catturata dall'esibizione dei trombonieri dell'associazione Pistonieri Santa Maria del Rovo di Cava de' Tirreni.
I trombonieri sono rievocatori che custodiscono la tradizione dell'antico «trombone», un'arma da fuoco storica simile all'archibugio, utilizzata nelle manifestazioni rievocative attraverso spari a salve. La loro presenza a Trani ha aggiunto alla serata un suggestivo momento di storia vivente, fatto di costumi, gestualità e imponenti salve che hanno accompagnato l'atmosfera medievale della manifestazione.
Dopo l'apertura in piazza Gradenigo, la rievocazione si è spostata in piazza Duomo divenuta quest'anno il palcoscenico principale per il momento più solenne della serata, riportando idealmente la città indietro nel tempo, nell'epoca sveva.
È stato qui che è andato in scena uno degli appuntamenti più attesi dell'intera Settimana Medioevale: le nozze di Re Manfredi con la principessa Elena Comneno d'Epiro.
A vestire i panni dei due protagonisti sono stati Giuseppe Caporale, nel ruolo di Re Manfredi, e Irma Parente, interprete della principessa Elena Comneno.
La rievocazione ripercorre uno degli episodi più importanti della storia medievale della città.
Manfredi figlio di Federico II e re di Sicilia, sposò in seconde nozze Elena Comneno figlia del despota d'Epiro Michele.
La tradizione storica colloca le nozze il 2 giugno 1259 a Trani.
Terminata la cerimonia nunziale, la serata è proseguita con i festeggiamenti in onore dei Reali, in un crescendo di musica, colori, costumi e spettacolo.
A chiudere idealmente il viaggio nel Medioevo è stato il corteo trionfale per le strade della città di Trani, con Re Manfredi, la principessa Elena e il lungo seguito di nobili, dame, cavalieri, figuranti, sbandieratori, timpanisti, mangiafuoco.
Alla serata conlcusiva hanno partecipato «Associazione i Fieramosca» di Barletta, «Associazione Tempus» di Barletta e «Musici e sbandieratori» di Torre Maggiore Fg.
Presente alla serata il sindaco di Trani Marco Galiano che sul palco ha omaggiato con il «libro rosso della città di Trani» il sig. Alicino Leonardo membro della famiglia proprietaria ed esponente della storica dinastia di agricoltori e viticoltori che gestisce una importante tenuta nella città di Andria e principale sponsor della manifestazione.
Il Sindaco ai nostri microfoni
La manifestazione settimana medievale non è soltanto spettacolo, ma è anche memoria, cultura, valorizzazione del patrimonio storico della città.
Non a caso quest'anno, con l'inagibilità di Piazza Re Manfredi, l'associazione culturale ha avuto l'intuizione di utilizzare altri luoghi e coinvolgere la città.
Dunque la città di Trani, ancora una volta, al centro delle manifestazioni.
«Sì, io credo che questo faccia parte, debba entrare a far parte un po' del modo di ragionare e di progettare la presenza di questo tipo di eventi in città.
La città deve essere il più possibile coinvolta, quindi queste situazioni, che in realtà sono problematiche, danno l'opportunità a tutti di sviluppare invece un po' di creatività, un senso di creatività e di appartenenza, coinvolgendo altre aree della città. E credo che questo faccia del bene sia alla manifestazione che alla città di Trani.
Poi eventi come questo, che ormai siamo alla ventesima edizione, certamente fanno entrare la storia,che le pietre della nostra città raccontano, nell'identità collettiva di ognuno, formata da ognuno di noi.
È bello poter pensare che qualcosa accaduta nel tredicesimo secolo oggi possa invece essere rivissuta da noi. Probabilmente trovandone anche un giusto senso, un giusto significato. Fare memoria significa anche questo: capire che cosa ha da raccontare questo evento a tutti quanti noi e probabilmente il ricondurre le parti della città ad un progetto comune, probabilmente anche questo fa parte di questo percorso di ricostruzione dell'identità della nostra città.
Poi io ringrazio chiunque abbia avuto a che fare con la realizzazione di questo evento, dall'associazione Trani Tradizioni fino a tutti gli sponsor che hanno voluto investire.
Denaro, tempo, risorse, volontà, voglia di valorizzare la città e anche questo credo che faccia parte di un percorso di attualizzazione, di qualcosa accaduta molto là nel tempo, ma che fa parte ancora della nostra identità».
Per gli anni futuri c'è modo di organizzare al meglio tutte le manifestazioni che coinvolgono comunque la città di Trani, manifestazioni che sono gratuite per i cittadini.
«Allora, questo è un tema importante.
Io credo che fare promozione culturale in una città come la nostra, che vive di cultura e di bellezza, sia necessario.
Fare questo significa pianificare, pianificare per tempo, valutare qual è l'entità delle risorse disponibili, dare la giusta importanza ad eventi che rappresentano la storia della nostra città, riuscire ad avere anche un approccio creativo, riuscire a gestire gli spazi.
Questo significa necessariamente pianificare.
Io sono convinto che lo dico non solo da sindaco ma anche da assessore alle culture che sia necessario fare operazioni di questo genere.
Un'operazione di questo genere lo si può fare soltanto facendolo per tempo, quindi noi sin da settembre cercheremo di valorizzare attraverso le consulte culturali della nostra città una pianificazione che sia il più possibile attenta alle tempistiche, dia a tutti la serenità per poter lavorare con tranquillità.
Qua non è la gara a chi arriva prima, chi per primo decide di occupare uno spazio piuttosto che un altro.
Noi dobbiamo concederci delle finalità che siano il più possibile condivise, organizzare un programma e fare in modo che questo sia spalmato sull'intero anno di vita della nostra città.
Ci lavoreremo e faremo in modo che sin da settembre la pianificazione sia dell'autunno e dell'inverno sia dell'estate siano realizzati nella maniera più serena, tranquilla ed efficace possibile».
Come già annunciato nei mesi scorsi, quest’anno non c’è stato l’atteso spettacolo pirotecnico dell’«Incendio del Castello» ad accompagnare i festeggiamenti finali, esclusivamente per motivi di sicurezza, come ha dichiarato il presidente Giuseppe Forni.
L’assenza dei fuochi non ha però spento l’entusiasmo del pubblico, che ha seguito numeroso l’ultimo appuntamento della Settimana Medioevale 2026 che si chiude dunque con un bilancio nel segno della partecipazione e della capacità di superare le difficoltà organizzative e logistiche e di mantenere intatto il proprio fascino.
Trani Tradizioni ha mantenuto alto il livello dell'appuntamento e ha proposto una rievocazione capace di coinvolgere cittadini e visitatori.
Una manifestazione che non è soltanto spettacolo, ma anche memoria, cultura e valorizzazione del patrimonio storico della città. È questa, del resto, la missione che da anni accompagna l'attività dell'associazione: far conoscere la storia di Trani attraverso una narrazione viva, capace di parlare al pubblico di oggi.





















