Un gruppo di cittadini residenti nel quartiere Pozzo Piano, zona sud della città di Trani, ha condotto per mesi un'iniziativa dall'obiettivo chiaro: ottenere dall'amministrazione comunale la realizzazione dei sottoservizi di fogna bianca e delle caditoie pluviali, da sempre assenti in via Bachelet, in via De Nicola e in corso Sturzo.
Tutto è partito da un'iniziativa spontanea di un gruppo esiguo di residenti, capeggiato da Leonardo Mazzilli, che qualche tempo fa ha lanciato una petizione online a carattere simbolico, tramite la piattaforma Change.org, con l'intento di sensibilizzare il resto del rione sulla necessità di richiedere ufficiosamente all'amministrazione comunale, allora in carica, un intervento strutturale per la realizzazione dei sottoservizi fognari e di smaltimento delle acque piovane, sino ad oggi sempre assenti nelle vie interessate.
Raccolte alcune firme, per quanto in numero contenuto ma comunque valida nella sostanza, l'iniziativa ha poi assunto una forma più solida: i promotori hanno deciso di procedere con la raccolta firme tradizionale, così da conferire all'istanza una validità giuridica ufficiale. Il documento è stato quindi depositato presso il protocollo comunale, regolarmente registrato e indirizzato ai rappresentanti preposti dell'ente.
Il sindaco uscente, previo appuntamento programmato, ha ricevuto i promotori dando esito positivo alla richiesta esposta. Quell'apertura, tuttavia, non ha sortito l'effetto auspicato, poiché è mancata la determina dirigenziale propedeutica all'esecuzione dei lavori.
Preso atto della situazione, i cittadini hanno deciso di sollecitare nuovamente l'ente, riprotocollando la medesima istanza, questa volta indirizzata al nuovo primo cittadino, da poco insediatosi a Palazzo di Città, il quale ha accolto di buon grado la richiesta di un incontro per discuterne personalmente.
Nel frattempo, uno dei consiglieri comunali di opposizione, Pasquale De Toma, si è fatto carico della questione, portandola nelle sedi opportune sotto forma di interrogazione, che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale.
Adesso i promotori dell'iniziativa attendono i relativi sviluppi, consapevoli di aver fatto, da cittadini qualunque, più di quanto fosse nelle loro effettive capacità di incidere sulle tematiche di interesse pubblico.
