«La violenza è perdente sempre, su tutti i fronti». Lo scrive il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, in una riflessione diffusa all'indomani dell'omicidio del giovane andriese Cosimo Quagliarella, ucciso ieri a Trani.
Nel testo, il presule esprime anzitutto la vicinanza ai familiari della vittima, ai quali va, scrive, «tutta la nostra solidarietà e compassionevole condivisione dell'indicibile dolore».
Mansi descrive una città «scossa da un brivido di amarezza e di pensosità», interrogandosi sulle ragioni di una violenza che definisce «incontrollata e lucidamente espressa dai comportamenti di tanti nostri giovani».
Pur riconoscendo che «non sono tutti così i nostri giovani - ricorda il vescovo - ci sono anche tante eccellenze in tanti campi: della cultura, dello sport, della solidarietà», Mansi non rinuncia a un passaggio di autocritica collettiva: «Colpevoli siamo un po' tutti perché non riusciamo ad educare alla pace e alla non violenza i nostri giovani». È qui che si inserisce il passaggio centrale della riflessione: la difficoltà di trovare «i modi, le parole giuste» per convincere i ragazzi che la violenza, appunto, è perdente sempre, su tutti i fronti.
Il vescovo sottolinea come nell'episodio vi siano due vite distrutte, non una sola: quella di Cosimo e quella del suo giovane assassino, che - scrive - «ora dovrà affrontare lunghi e dolorosi percorsi di espiazione e di rieducazione», oltre a quella degli amici della comitiva, coinvolti in «un attimo di follia».
Alla preghiera per la vittima e per la consolazione dei genitori, Mansi affianca un appello alle famiglie, invitate a impegnarsi «con più coraggio e lungimiranza» nell'accompagnare i figli verso «scelte di pace e mai di violenza».
Chiude la riflessione la disponibilità della Chiesa a mettersi al servizio di una città «ancora una volta ferita», ma che resta «desiderosa più che mai di dare un futuro di vita bella e buona ai nostri giovani».
