Da qualche giorno, in concomitanza con Calice di San Lorenzo, l'ingresso secondario della villa comunale su via Statuti Marittimi, nei pressi della Lega navale, è stato aperto in maniera continuativa, dando finalmente risposta a una richiesta che si trascinava da anni.
Le immagini di alcuni ragazzini che nei giorni scorsi hanno sfrecciato all'interno del giardino pubblico in sella a biciclette elettriche rischiano però di far passare in secondo piano questa notizia, che va invece considerata per quello che merita.
Quel cancello, per anni, è rimasto quasi sempre chiuso, e la sua chiusura ha provocato anche incidenti di una certa gravità: c'è chi, nel tentativo di scavalcarlo, è rimasto ferito a causa delle punte metalliche che lo sormontano.
In occasione della festa enogastronomica, invece, l'apertura si è rivelata un successo, tanto da spingere l'amministrazione a mantenerla anche dopo la conclusione della manifestazione, vista la notevole affluenza di visitatori registrata in questi giorni in villa. Si tratta, del resto, di un ingresso dotato di rampe, dunque pienamente accessibile anche a chi si sposta con la carrozzina.
Proprio questa accessibilità, però, è stata sfruttata da qualcuno per introdursi in villa con le biciclette elettriche, complicando il quadro. Il rischio, adesso, è che per colpa di pochi debbano pagare in tanti, e che quel cancello torni presto a essere chiuso.
Ma l'amministrazione comunale starebbe valutando l'affidamento in concessione della villa comunale a un organismo del terzo settore, che potrebbe occuparsi adeguatamente della guardiania del giardino pubblico. Un servizio che, di fatto, non viene più garantito da quando il Comune ha di fatti perso il personale specificamente dedicato alla sorveglianza dei giardini pubblici.
L'auspicio è che la villa torni a essere davvero di tutti, e che un suo eventuale rilancio possa portare anche al ripristino delle regole di un tempo. Forse andrebbe rivista, in tal senso, anche la possibilità per i cittadini di entrare con cani al guinzaglio: i giardini pubblici sono sempre stati un luogo signorile, e tali sono rimasti fino a quando quella deroga non è stata consentita.
Nico Aurora


