Ha un nome, per ora riservato, il primo indagato per l'omicidio di Cosimo Quagliarella, il diciottenne di Andria ucciso a coltellate nella notte tra mercoledì e giovedì in piazza Papa Giovanni XXIII, a Trani. Si tratterebbe di un giovane della città, del quale i carabinieri, che indagano su delega della Procura della Repubblica di Trani, non hanno ancora reso note le generalità.
La tragedia si è consumata poco dopo la mezzanotte, quando una grigliata tra amici, organizzata nella zona nota ai tranesi come la pinetina di via Andria, si è trasformata in una rissa dopo l'arrivo di un gruppo di giovani rivali. Alla presenza di famiglie con bambini, sarebbero volati prima insulti, poi calci e pugni, fino a quando qualcuno ha estratto un coltello e ha colpito Quagliarella tre volte alla schiena.
Il diciottenne è stato soccorso e trasportato alla postazione medica fissa di Trani, ma le sue condizioni sono apparse da subito disperate, tanto da rendere necessario il trasferimento all'ospedale di Bisceglie, dove è deceduto poco dopo l'arrivo per le gravi ferite riportate.
Sull'episodio indagano i carabinieri, che nelle ultime ore hanno ascoltato numerose persone informate sui fatti, fra amici della vittima e testimoni presenti al momento della rissa. Decisive, in tal senso, potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che avrebbero già permesso ai militari di individuare alcuni dei giovani coinvolti nello scontro.
La posizione del giovane di Trani iscritto nel registro degli indagati resta comunque al vaglio degli inquirenti, che non escludono ulteriori sviluppi nelle prossime ore, anche alla luce delle testimonianze ancora in corso di raccolta.
Si è presentato spontaneamente alle autorità, intorno alle 4 del mattino, il minorenne indagato per l’accoltellamento avvenuto nella notte a Trani, costato la vita a un 18enne di Andria.
A riferirlo è l’avvocato Enrico Alvisi, difensore del giovane, secondo cui il ragazzo si sarebbe consegnato volontariamente accompagnato dal proprio legale, prima di ricevere formalmente convocazioni, avvisi o di essere sottoposto a perquisizioni.
Il minore avrebbe inoltre reso dichiarazioni spontanee e affrontato un lungo interrogatorio, fornendo la propria ricostruzione dei fatti. La versione sarà ora approfondita dagli investigatori e dagli inquirenti. Il difensore ha annunciato che potrebbero emergere elementi utili anche a rettificare la prima ricostruzione della vicenda fornita da altri testimoni.

