«Nulla di nulla!» A raccontare così, senza troppi giri di parole, quanto non si è visto ieri sera dal molo di Trani è un operatore televisivo che si era attrezzato con drone e telecamera in time lapse per immortalare l'eclissi solare del 12 agosto.
Al suo fianco decine di appassionati arrivati con ogni genere di strumento di fortuna, pronti a scrutare il cielo nell'attesa di un evento astronomico annunciato da settimane. Il risultato, però, è stato lo stesso per tutti: nulla.
A rovinare la serata sono state le nuvole comparse proprio all'orizzonte, nel punto esatto in cui, al tramonto, sarebbe dovuto affacciarsi il fenomeno.
Chi si è presentato sul molo, del resto, non ha lesinato fantasia pur di provare a osservare il fenomeno. Tubi di scottex con filtri applicati alle estremità, scatole di scarpe forate per ricavarne proiettori artigianali, smartphone con filtri improvvisati davanti all'ottica: gli appassionati hanno sperimentato di tutto, senza però riuscire a scorgere neppure un accenno del disco lunare sovrapposto a quello solare.
Va detto che l'eclissi del 12 agosto 2026 - la prima totale visibile dall'Europa continentale dal 1999 - ha interessato in pieno soltanto una stretta fascia che attraversa Islanda, Groenlandia, Spagna settentrionale e Baleari.
In Italia, e ancor più in Puglia, il fenomeno si è presentato soltanto in forma parziale, con la Luna che ha coperto meno del quaranta per cento del disco solare e con il sole già basso sull'orizzonte occidentale al momento dell'evento: condizioni che, per essere apprezzate, richiedevano un cielo libero da ostacoli proprio verso ovest, la stessa porzione di orizzonte che ieri sera è stata invece occupata dalle nubi.
Resta, infine, il tema della sicurezza, sollevato nel corso della serata dagli stessi appassionati riuniti sul molo. Le indicazioni diffuse dalle autorità sanitarie in occasione dell'evento non lasciavano spazio a dubbi: anche durante un'eclissi parziale non esiste alcun momento in cui sia sicuro fissare il sole a occhio nudo, poiché la porzione di disco che resta visibile continua a emettere radiazioni sufficienti a danneggiare la retina. Il rischio, secondo gli esperti, riguarda in particolare i più giovani ed è reso ancora più insidioso dal fatto che il danno agli occhi non provoca alcun dolore immediato, potendo manifestarsi anche a distanza di ore.


