Buche, cani randagi ed altre, presunte trappole sparse qua e là. Avrebbero recato tale nocumento ai cittadini al punto che ben diciannove, diverse richieste di risarcimento danni, per un importo complessivo di 110mila euro, sono state promosse, davanti all'autorità giudiziaria, nei confronti del Comune di Trani, per asserite ipotesi di insidie stradali, aggressioni da cani randagi, ovvero altre forme di responsabilità civile.
Il dirigente della seconda ripartizione, Pasquale Mazzone, pur dando atto della circostanza per cui, al tempo in cui si sono verificati gli incidenti per cui si richiede il risarcimento del danno, il Comune non era coperto da assicurazione di responsabilità civile verso terzi, afferma che «è doveroso costituirsi e resistere nei suddetti giudizi, sia perché alcuni presentano aspetti di sostanziale infondatezza della domanda in punto di fatto, sia al fine di fare valere tutti gli elementi difensivi che possono ridurre l'entità dei risarcimenti in quelle ipotesi in cui, effettivamente, si possono riscontrare gli elementi costitutivi dell’insidia».
Per questi motivi, l'incarico di difendere l’ente è stato affidato alla avvocatura comunale, nella persona del responsabile dell’ufficio, Michele Capurso.
