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Trani, l'omelia del vescovo durante la messa crismale: «Siate testimoni nel mondo». Presenti 170 sacerdoti e diaconi

Di seguito si propone il testo integrale dell’Omelia di S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, tenuta oggi, nella Cattedrale di Trani, durante la Messa Crismale. Gremita la Cattedrale di fedeli provenienti da tutta la diocesi. «La Messa Crismale - così ha esordito Mons. Pichierri - è l’epifania della Chiesa di Gesù Cristo in tutte le sue componenti di popolo profetico-sacerdotale-regale e di sacerdozio ministeriale nel triplice grado dell’episcopato, del presbiterato, del diaconato». Circa 170 le presenze tra sacerdoti (diocesani e religiosi) e diaconi (alcuni dei quali provenienti da altre diocesi italiane ed estere). Folta la presenza di religiose.

Messa del Crisma 2014
Cattedrale di Trani, 17 aprile 2014

«Carissimi,
che da ogni Città dell’Arcidiocesi costituite questa bella assemblea liturgica attorno al vostro Pastore, al Presbiterio, ai Diaconi: la pace e la gioia dello Spirito del Padre e del Figlio inondi i vostri cuori e li disponga ad essere una sola cosa come Chiesa di Cristo in cammino nella società.
La Messa Crismale è l’epifania della Chiesa di Gesù Cristo in tutte le sue componenti di popolo profetico-sacerdotale-regale e di sacerdozio ministeriale nel triplice grado dell’episcopato, del presbiterato, del diaconato.
La natura della Chiesa è sacramentale in quanto esprime la natura del sacerdozio e del servizio di Gesù Cristo. Come dice il Vaticano II nella LG al n.1: “La Chiesa è in Cristo come un sacramento o segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”.
Oggi, nella Divina Liturgia della Messa detta “del Crisma” e degli Olii, si mettono in evidenza i gesti sacramentali di Gesù Cristo, che la Chiesa compie nei sacramenti della iniziazione cristiana (Battesimo-Cresima-Eucaristia), nei sacramenti della sanazione (Riconciliazione e Unzione degli infermi) e nei sacramenti della missione (Ordine sacro e Matrimonio). Il “crisma” e gli “olii” benedetti sono segni visibili che esprimono la santità e la regalità del sacerdozio di Gesù Cristo; e l’efficacia della redenzione attraverso la sanazione e la missione.
Come ci ha detto l’Apostolo Giovanni: «A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli» (Ap 1,5-8).
Questa è una liturgia di lode per il dono del sacerdozio che ci è stato partecipato dall’unico sommo eterno sacerdote, Cristo Signore: il sacerdozio di voi, popolo di Dio; e il sacerdozio ministeriale di noi, ministri ordinati con il sacramento dell’Ordine sacro.
Oggi riceviamo i “doni” che ci permettono di accrescere le membra del Corpo mistico di Gesù Cristo attraverso i sacramenti dell’iniziazione cristiana; e di far crescere i ministri ordinati attraverso il sacramento dell’Ordine sacro. Da questo punto di vista, la Chiesa è madre che genera i suoi figli. Ma la Chiesa è anche maestra e guida. Essa riceve dal suo Capo, Gesù Cristo, il comando di esercitare la sua stessa missione, quella già predetta da Isaia, e che Gesù dichiara riferita a sé, quando proclama nella sinagoga di Nazareth il testo del profeta:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri
un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,
e predicare un anno di grazia del Signore».

Gli occhi di tutti – scrive l’Evangelista Luca – nella Sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi» (Lc 4,16-21).
Comunione e Missione sono l’essere e l’agire della Chiesa. Come Chiesa diocesana, noi li stiamo richiamando con insistenza nel “sinodo” diocesano: “Per una Chiesa, mistero di comunione e di missione”.
Oh! Come dobbiamo essere grati alla SS. Trinità per averci concesso la gioia di “camminare insieme” ripercorrendo già la fase di preparazione al “Sinodo” che si avvia al forte momento di grazia che vivremo nelle assemblee sinodali che si celebreranno a partire da gennaio 2015 secondo un calendario che si sta approntando!
Carissimi, vi esorto vivamente a vivere da veri figli di Dio e da fratelli in Cristo, attingendo con gioia alla sorgente della nostra salvezza, il sacrificio pasquale e conviviale di Gesù Cristo che è la Messa; e a camminare “insieme” sulla “Via”, che è Gesù Cristo nostro Signore, permettendo allo Spirito Santo di edificarci in Lui. Dobbiamo essere il “corpo di Cristo”, un cuor solo e un’anima sola, rendendolo presente e operante nella società del nostro tempo compiendo i suoi gesti salvifici, i sacramenti, e operando la “giustizia e la pace” secondo lo stile che Papa Francesco ci indica nella “Evangelii gaudium”.
Carissimi presbiteri e diaconi, rinnovando le promesse fatte nel giorno della vostra ordinazione, lasciatevi irrorare dalla grazia sacramentale dell’Ordine che vi dà il diritto di ricevere tutta la forza d’amore per svolgere il vostro servizio a vantaggio di tutto il popolo profetico, sacerdotale, regale. Amate il “gregge” a voi affidato, facendovi modello di ogni virtù così come dice l’Apostolo Pietro nella sua prima lettera: “[…] pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge” (1Pt 5,2-3).
E voi, figli carissimi, che siete “[…] la stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre, alla sua luce meravigliosa” (1Pt 2,9): pregate per i vostri sacerdoti! Che il Signore effonda su di loro l’abbondanza dei suoi doni, perché siano fedeli ministri di Cristo, sommo sacerdote, e vi conducano a Lui, unica fonte di salvezza. Pregate anche per me, perché sia fedele al servizio apostolico e diventi ogni giorno di più immagine viva e autentica del Cristo sacerdote, buon pastore, maestro e servo di tutti.
Come già abbiamo pregato nella preghiera colletta, chiediamo al “Padre, che ha consacrato il suo unico Figlio con l’unzione dello Spirito Santo e lo ha costituito Messia e Signore, che ci conceda, partecipi della sua consacrazione, di essere testimoni nel mondo della sua opera di salvezza”.
Appelliamoci alla mediazione materna di Maria, madre della Chiesa, e all’intercessione di tutti i Santi. Amen».

X Giovan Battista Pichierri

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