«Non è un problema, ma una situazione comportamentale che dobbiamo imparare a conoscere nel quotidiano. E quindi, non un peso per le famiglie, ma un momento di ricchezza per l'intera società».
Così il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, partecipando alla presentazione del libro «La dodicesima stanza, di Teresa Antonacci (Les Flaumers editore), avvenuta ieri sera al Polo museale in una manifestazione patrocinata dal Comune di Trani, organizzata dall'associazione Contesto ed ospitata dalla Fondazione Seca.
«Dobbiamo porre questi ragazzi nella condizione di comunicare con il mondo - prosegue Ferrante -, attraverso dei loro canali di comunicazione che noi dobbiamo imparare e sapere diffondere. Un ragazzo autistico non ha nulla di meno rispetto diciamo ai cosiddetti normotipici, ma ha solamente dei codici di comunicazione diversi che dobbiamo imparare a decodificare, per renderli oggetto e patrimonio della conoscenza di tutti».
L'autismo e, segnatamente, la sindrome di Asperger sono alla base della storia della protagonista del libro, Alina, una ragazza prodigio dietro la quale si staglia un disturbo che non le impedisce di scalare le tappe scolastiche e di una vita che pareva fare fatica a schiudersi.
La sorpresa, per molti, è stato a prendere che la stessa Teresa Antonacci convive perfettamente con la sindrome di Asperger, che certamente non le ha impedito di trovare un lavoro, mettere su famiglia e scrivere un libro: in altre parole, Alina è la proiezione letteraria dell'autrice stessa.




















