Due ore di chiusura per il castello di Trani, perché il personale dei luoghi della cultura del Polo museale della Puglia è in stato di agitazione. Lo avevano fatto sapere le organizzazioni sindacali, avendo evidenziato «l’insostenibile situazione che vivono tutti i luoghi della cultura pugliese a causa dei problemi logistico - strutturali e soprattutto per la carenza di personale che dappertutto è al di sotto dei minimi funzionali. Queste problematiche hanno un grande impatto sul rischio antropico, per questo abbiamo indetto lo stato di agitazione del personale dei luoghi della cultura afferenti il Polo museale della Puglia chiedendo l’immediato avvio del confronto».
Questa mattina, quindi, all’interno del castello c’è stata una assemblea sindacale e la conseguente chiusura al pubblico. Dei turisti francesi sono dovuti tornare dopo le ore 11.30 a visitare il maniero.
Il problema principale è la carenza di personale, che ha costretto alle chiusure domenicali. Così Pasqua D’Azzeo e Massimo Favretto, tra il personale del castello.
D’Azzeo: «Non si può superare il 50 % dei festivi all’anno. Questo significa tenere chiuso il castello, perdere parecchie domeniche, considerando che quando il castello è aperto il personale in servizio si limita a due persone, il minimo funzionale. Sicuramente non riesce a garantire la sicurezza sia del sito che dei visitatori».
Questa protesta è più per i cittadini che per il personale stesso, fa osservare Favretto: «Il disservizio è soprattutto per l’utenza, che in questo periodo è intensa e ne ha subito le maggiori conseguenze». Proprio mentre era in corso l'assemblea, quattro turisti francesi hanno dovuto rinunciare alla visita al castello, rinviata dopo le 11.30.
Si è tenuta nei giorni scorsi nel castello una manifestazione, e in occasione dell’allestimento e smontaggio di tutto ciò che serviva per la stessa il maniero è rimasto chiuso, non in maniera ufficiale, ma a causa dell’andirivieni di mezzi, operai, attrezzi. «Si ritiene opportuno – ha detto D’Azzeo - , data anche la carenza di personale, sospendere le visite. La manifestazione si è chiusa il 4 novembre, i lavori di smontaggio continueranno per pochissimi giorni. Quindi il problema non è stato solo delle domenica».
«Il Polo museale ha recepito ciò che sindacalmente viene chiesto – ha detto Favretto - , il problema è la direzione generale dei musei, che ancora non riesce a comprendere o fa spallucce sui reali problemi di questi siti. Sono situazioni che si trasciniamo da tempo».
«Chiediamo la dotazione di nuovo personale, con l’indizione di un nuovo concorso, e la ricerca di nuovo personale anche più giovane. Si parla di un concorso nel 2020 o 2021, si sa per certo che nel frattempo andranno in pensione migliaia di persone. Il nostro patrimonio culturale può dare lavoro a tantissimi» è l’opinione di D’Azzeo in merito al problema del personale, che prosegue: «Questo castello ha delle potenzialità enormi. Al di là dell’orario prolungato, potrebbe offrire anche altre attività o un servizio caffetteria. Queste cose sono previste nei futuri progetti, ma che di fatto al momento non sono iniziate. Si potrebbero fare con più personale».
«Abbiamo sempre lottato per rendere il castello fruibile a tutti. È brutto vedere questo impegno durato negli anni vanificarsi nel tempo» conclude Favretti.
Questa mattina sono stati effettuati dei lavori di potatura di una palma presente nel cortile di ingresso del castello.

















