Si è rinnovata anche quest’anno la tradizione della deposizione di una corona di fiori sulla lapide in via Statuti Marittimi che ricorda i sanguinosi fatti avvenuti a Trani nel giorno della cosiddetta “Pasquetta di sangue”.
È così che lo storico Raffaello Piracci ribattezzò il bombardamento anglo-americano avvenuto il 27 aprile del 1943, giorno, appunto, del Lunedì dell'angelo, che costò la vita a 35 persone. Molti anche i feriti tra uomini, donne, bambini e bambine. Fu danneggiato il teatro comunale.
La commemorazione è organizzata, per motivi di praticità, nel giorno della Liberazione dal nazifascismo, il 25 aprile, anche se il bombardamento avvenne in pieno conflitto mondiale.
Anche quest’anno era presente alle celebrazioni la sopravvissuta Domenica Sonatore, vedova Cosentino, 79 anni, che quella notte perse tutta la famiglia. Assente l’altra superstite, Gaetana Stella, 83 anni, che perse la madre, altri componenti della famiglia paterna, e che fu recuperata viva dalle macerie, con addosso i segni delle schegge. È stata proprio la signora Domenica, negli anni, a impegnarsi affinché la città mantenesse vivo il ricordo di quella strage.
È per «lo splendido esempio di umana solidarietà ed alto spirito di abnegazione» che fu conferita dall’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, alla città di Trani la medaglia d’argento al valore civile, perché, si legge nella motivazione, «la popolazione si adoperava poi, con impavido spirito di sacrificio e pochi mezzi a disposizione, nella instancabile opera di sgombero delle macerie e di ricostruzione».
Proprio poche settimane fa, in occasione dell’intitolazione di una sala comunale all’ex sindaco di Trani, Giancarlo Tamborrino, suo figlio Umberto ha ricordato che il padre si impegnò nella richiesta di quel riconoscimento perché «lui conosceva bene la macchina amministrativa».
La lapide fu apposta durante l’amministrazione Tarantini. Rimane l’unico ricordo delle vittime.
Si ringrazia per le foto Vittorio Cassinesi




