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«I figli non sono voti»: la lettera di una madre di una studentessa dell'IISS Aldo Moro

“Le grandi opere non si realizzano con la forza, ma con la perseveranza”Cit. Samuel Johnson. Proprio da questa citazione vorrei partire per ringraziare il Dirigente, i docenti tutti e il personale scolastico che con tanta perseveranza hanno caratterizzato il percorso di studi dei nostri figli. Non sono mancati momenti difficili neanche per loro, figli di un tempo tecnologico si sono ritrovati ad essere figli “reclusi” di mondo pandemico, riuscendo comunque a raggiungere il tanto agognato diploma.

I nostri figli non saranno mai dei numeri e se di questo percorso scolastico, riusciranno a ricordare la vostra disponibilità, i vostri dialoghi e i vostri consigli, allora l’istituzione scolastica potrà vantare di giovani preparati pronti a continuare gli studi o ad
affrontare il mondo del lavoro e voi potrete essere orgogliosi di aver contribuito a tutto ciò. I figli non sono voti, eppure lo sono stati, tra l’altro schiacciati in uno schermo. Giorni di pagelle elettroniche e scrutini per voi, ore di dad, di attesa e agitazione per loro e per noi. Molti di noi, e per noi intendo i genitori, si sono tormentati per l’anno perso, una “rimandatura”, due, se non tre, le invalsi e le prove d’esame, un cinque che poteva essere sei e così via.

Ci siamo sentiti pessimi e ci siamo chiesti cosa potevamo fare di più, dove avevamo sbagliato. Ho visto ragazzi bravissimi idolatrati dai genitori perdersi per strada e ragazzi “incasinati” raggiungere obiettivi importanti. C’è speranza per tutti. Se diamo fiducia ai nostri figli. Lui, quel nostro figlio/a distratto, poco dedito, o magari no, incostante, con ansia da prestazione o un po’ menefreghista è nostro, dalla testa ai piedi! I figli non sono voti e neppure noi genitori. Non siamo i loro quattro, e neppure i dieci e voi sapete bene che la competenza non passa solo dal sapere e a volte non vi dovreste accontentare di ricercare solo quella.

Esiste una competenza a cui dovremmo guardare tutti, oltre l’italiano, la matematica, la scienza degli alimenti, i servizi di accoglienza e tutto il resto. Si chiama competenza umana, quella che fa dei vostri alunni e dei nostri figli delle brave persone,
quella che permette di avere scossoni, tornanti e salite, ma li salva, e ci salva da un mondo che valorizza solo i vincenti.
Si chiama rispetto, attenzione, cura per l’altro.  L’intelligenza emotiva è una competenza che ci è necessaria sempre, fuori e dentro
la scuola, che prevede relazioni autentiche e generosità verso l’altro, in poche parole…Saper stare al mondo!

Quando i nostri ragazzi ci dicono: “Ma’ la scuola non è tutto. Lasciami in pace”. Hanno ragione non è tutto ma è il punto di partenza. La scuola è tutto per noi genitori, quando non abbiamo altro, quando il metro per guardare e valutare i nostri figli sono quei numeri matematici che ci assolvono o condannano, ecco perché i risultati diventano tragedie. È più facile stare lì, dentro a quel risultato scolastico, che scovare attitudini, capire fino in fondo chi è nostro figlio/a. É richiesta pazienza e perseveranza. Un lungo viaggio verso l’accettazione che a volte dura per sempre.

Quando mia figlia ha preso un quattro in pagella ma è stata attenta a non fregare il suo compagno/a, amico/a, non lo ha scavalcato/a e non ha fatto della furbizia la sua forza, allora sono stata felice. Quando si è guardata intorno ed è stata curiosa. Quando si è intristita vedendo un suo coetaneo con la pelle più scura davanti a un supermercato chiedere l’elemosina e si è
fatta delle domande. Quando è stata capace di stare con se stessa, fallibile ma serena e ha fatto dell’umanità la sua fortezza, mi sono sentita sollevata.

Non tutti siamo capaci, non nello stesso momento. Alcuni faranno fatica sempre, anche da grandi, alcuni partono in svantaggio già nella pancia ma non saranno mai perdenti. Perderanno tanto e, a volte, vinceranno, ma in relazione a loro stessi e per quanto
mi riguarda non saranno mai trofei. A volte una bocciatura è servita molto, altre poco, a volte è stata meritata, altre ingiusta ma infondo così è anche la vita. La scuola non è un indicatore di felicità e riuscita nella vita, la competenza umana sì.

Siate felici di voi e del vostro lavoro, noi lo saremo dei nostri figli. Nonostante la scuola, che prima o poi finisce, il resto è esistenza o resilienza, come dir si voglia. Che sia un’estate buona per tutti, anche se l’anno prossimo non ci saremo più noi e
chissà se ci saranno altri come noi! Vi auguro una vita lunga e in salute Con grande stima… una madre!

Pasqua Pasquale (madre della studentessa Anna Lisa Mancini)

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