Dal 6 luglio all’11 luglio si svolgerà la prima edizione del Trani Teatro Clown, il Festival internazionale organizzato dall’associazione il Treno del Sorriso. Diversi gli appuntamenti previsti per l’intera settimana: workshop, laboratori, seminari, ma soprattutto tanti spettacoli dal vivo che finalmente tornano a rianimare piazze e strade della città.
Abbiamo intervistato il direttore artistico, Santo Nicito, che ci ha spiegato l’idea di mettere al centro del festival la figura del clown: «Anni fa ho tenuto un workshop sul clown al Festival del Giullare dove ho conosciuto l’associazione Il Treno del sorriso. Con i volontari è nata una collaborazione, sono stati realizzati diversi workshop fino al Festival di quest’anno. Abbiamo deciso di uscire un po’ dagli standard dell’associazione, investendo in altri settori artistici. Così, con la mia esperienza pluriennale, abbiamo deciso di mettere in piedi il Trani Teatro Clown. L’idea è quella di promuovere la figura del clown: vogliamo che venga visto nella sua bellezza perché si tratta di un personaggio che può raccontare qualsiasi storia. Trani si presta ad ospitare eventi del genere: così siamo andati alla ricerca di alcune location, dal centro storico alla villa comunale che ospiteranno gli eventi. Ma ci saranno anche attività in ospedali e strutture sanitarie».
Dopo lo stop causato dal Coronavirus, sono state diverse le difficoltà che gli organizzatori hanno dovuto affrontare: «È stato difficile trovare dei luoghi per far venire la gente in sicurezza - dice Santo Nicito -, portare gli artisti a Trani qui da altre nazioni perché incombeva sempre il rischio della quarantena. Non è stato semplice organizzare tutte le attività in una settimana e farlo in un tempo brevissimo. Tuttavia, gli artisti sono stati felicissimi di poter iniziare questa prima edizione del Festival: stiamo avendo un ottimo riscontro».
Questo festival può essere considerato una ripartenza per chi è stato fermo un anno e mezzo e, in generale, per tutta la città: «Volevamo riportare benessere - conclude il direttore artistico - donare bellezza e far vedere che si può ricominciare a partire da un personaggio semplice come il clown».
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